Zolfo - Descending Into Inexorable Absence | Aristocrazia Webzine

ZOLFO – Descending Into Inexorable Absence

Gruppo: Zolfo
Titolo: Descending Into Inexorable Absence
Anno: 2024
Provenienza: Italia
Etichetta: Violence In The Veins / Zann’s Records / Riff Merchant Records
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TRACKLIST

  1. Last Layers
  2. Lament Of The Light
  3. No Home For An Eternal Wayfarer
  4. Admire The Mire
  5. Apoptosis
  6. Silence Of The Absolute Absence
DURATA: 57:40

Sono passati “solo” quattro anni dal debutto degli Zolfo, un lasso di tempo che sembra infinitamente più lungo vista la miriade di cose successe nel mondo dal gennaio 2020 a oggi. Perfettamente in linea con l’attitudine pachidermica dei cinque pugliesi, che danno finalmente seguito a Delusion Of Negation arricchendo la già interessante proposta.

Con il passaggio da Spikerot a Violence In The Veins arriva quindi Descending Into Inexorable Abyss, quasi un’ora di doom/sludge anticipata da “Apoptosis” e “Admire The Mire”, soprattutto quest’ultima già una bella vetrina del dinamismo che permea il disco. Dopo un’affascinante introduzione con il sassofono di “Last Layers”, la discesa nell’abisso degli Zolfo assume infatti caratteristiche cangianti, che vanno dalla claustrofobia del funeral doom a divagazioni in tema quasi post-hardcore: uno sfoggio di contaminazioni varie ed eventuali che porta a una varietà costante, senza limitarsi a episodi isolati o adagiarsi su un singolo stile o approccio.

L’unica traccia che potrebbe fare eccezione in questo senso è proprio “Apoptosis”, particolarmente dritta se paragonata al resto ma non per questo meno efficace. I minutaggi piuttosto corposi danno modo ai Nostri di sbizzarrirsi con varie soluzioni, passando quindi da atmosfere reminiscenti di Evoken e Bell Witch a momenti in cui risalta il loro approccio tutto sommato senza fronzoli, dallo scream asciuttissimo di Dave ai riff secchi e monolitici, senza disdegnare qualche accelerazione qua e là, spesso in una sorta di andirivieni tra queste diverse anime frutto evidente della maturità acquisita nel corso di questi ultimi anni. Ascoltare i diciotto minuti (a proposito di durate importanti) della conclusiva “Silence Of The Absolute Absence” per credere.

Che gli Zolfo avessero tutte le carte in regola per fare bene era già chiaro quattro anni fa, ma un salto in avanti del genere onestamente non me l’aspettavo. Se Delusion Of Negation rischiava un po’ di passare in sordina con tutto il bendidio che il doom offre, Descending Into Inexorable Absence ha sicuramente tutto ciò che serve per spiccare tra le uscite di questo 2024.