Zolle - Macello

ZOLLE – Macello

Gruppo:Zolle
Titolo:Macello
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Subsound Records
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TRACKLIST

  1. S’offre
  2. D’io
  3. M’io
  4. M’accetta
  5. L’ara
  6. L’ama
  7. L’affetto
  8. D’annata
  9. L’aura
DURATA:27:12

Uno dei problemi del panorama metal attuale è che spesso ci troviamo di fronte a prodotti standardizzati, suoni tutti uguali, progetti quasi indistinguibili e interscambiabili, con un’estetica che non offre nulla di nuovo rispetto a centinaia di altri nomi. Questo discorso non si applica certo agli Zolle, power duo del lodigiano composto da Stefano Contardi e Marcello Bellina, quest’ultimo impegnato anche con Morkobot e Viscera///, peraltro entrambe band estremamente interessanti, ma non divaghiamo troppo. Dicevamo: gli Zolle non soffrono questi problemi perché sono riusciti a crearsi negli anni un immaginario singolare, convincente e al tempo stesso divertente e scanzonato. Macello è la loro quarta prova su lunga distanza, la seconda consecutiva sotto l’egida di Subsound Records dopo il buon Infesta (2017).

Già dalle prime note è evidente che c’è un problema di categorizzazione: chitarroni sludge, reminiscenze stoner, feeling ed estetica più marcatamente rock. Gli Zolle amano giocare anche su questo, definendosi lard rock e puntando su richiami agresti sotto il profilo estetico; io sarei tentato dal dire che facciano sludge and roll, per sottolineare sia il ruolo fangoso interpretato dalle chitarre sia l’aspetto più rockeggiante della loro proposta. Persino la tracklist presenta un che di ironico dal momento che il nome di ogni brano si presta ad essere letto in diverse varianti, quasi in una forma di concept/non-concept. E poi, la musica: il disco è piuttosto breve per essere un full length (neanche mezz’ora di durata), eppure dice molto pur essendo quasi strumentale, eccezion fatta per l’iniziale “S’offre”, dalla quale è stato ricavato anche un video. Affermare che gli Zolle dicono molto può sembrare un controsenso anche per la particolare conformazione della band, perché il fatto che si tratti di un duo lascia intendere una sorta di minimalismo intrinseco. Eppure nei ventotto minuti semi strumentali di Macello si dischiude davvero un mondo alternativo, fatto di carne e rumori, dove batteria e chitarra si intrecciano per creare delle trame cariche di ritmi catchy e zappate in faccia (il trio “M’io”, “M’accetta”, “L’ara” è una garanzia), che testimoniano un gusto spiccato in termini di riff. Diciamo che l’idea che viene emanata è di un’opera quasi allegra nel mood, ma serissima e tagliente al tempo stesso, merito anche dell’ottimo lavoro di produzione di Giulio Ragno Favero (One Dimensional Man, Teatro Degli Orrori, Zu).

Gli Zolle, insomma, fanno musica veramente libera. Libera da compromessi e dalla necessità di inserirsi in qualsivoglia trend. Macello è letteralmente… un gran macello, nel migliore dei sensi possibile: un disco divertentissimo, godibile e nel contempo sperimentale. Menzione speciale per la versione in vinile limitato (verde splatter rosa e giallo), bellissima: perché, si sa, anche l’occhio vuole la sua parte.

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