A Forest Of Stars - Opportunistic Thieves Of Spring

A FOREST OF STARS – Opportunistic Thieves Of Spring

Gruppo:A Forest Of Stars
Titolo:Opportunistic Thieves Of Spring
Anno:2010
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Transcendental Creations
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TRACKLIST

  1. Sorrow’s Impetus
  2. Raven’s Eye View
  3. Summertide’s Approach
  4. Thunder’s Cannonade
  5. Starfire’s Memory
  6. Delay’s Progression
DURATA:01:12:10

A distanza di due anni dal bel debutto The Corpse Of Rebirth gli inglesi A Forest Of Stars si ripresentano a noi con il nuovo Opportunistic Thieves Of Spring.

Come in precedenza avvenuto la miscela rimane più o meno la stessa, il black metal d’avanguardia che unisce sinfonia, psichedelia e movenze di estrazione doom è l’arma di cui si fanno fregio, stavolta però cambia il mood che vede una notevole diversificazione nelle misure. Non si tratta tanto di variazioni nello stile, quanto di un approccio leggermente alterato che vede meno caratterizzato l’aspetto andante delle composizioni a favore della forma canzone. I ragazzi dimostrano di saper attendere come felini in fase di studio l’attimo giusto per colpire con le sezioni più classicamente invocanti il sound black non trascurando mai i reparti strumentali decorati dal violino e dal flauto di Katie Stone, l’ex My Dying Bride realizza dei brevi ma intensi interventi che apportano un deciso valore alle tracce.

La durata consistente delle canzoni, già dote del recente passato in casa A Forest Of Stars, non crea alcun tipo d’intoppo allo svolgimento equilibrato dell’album che mette d’accordo il lato sinfonico e quello post-rock senza inutili forme statiche, annettendoli non come servitori ma quali compagni d’avventura delle sezioni estreme. In queste ultime, la voce di Mister Curse ha la libertà assoluta di mostrarsi nella sua angosciante, addolorata ma al tempo stesso inquietante, tonalità cupa che darà vita a un soffocato urlo la cui tristezza si ripercuoterà “positivamente” sulle tracce.

L’opener “Sorrow’s Impetus” è con tutta probabilità quella che più si avvicina al feeling puro del black, sensazioni diverse si percepiranno a pelle andando avanti in una tracklist che poggia su un effetto camaleontico costante ben rappresentato in “Delay’s Progression”, sull’approccio gotico intimo e decadente “Thunder’s Cannonade” (davvero intrigante l’assolo di violino con cui si apre), la nenia tristemente adornata dal flauto di “Raven’s Eye View”, la visione progressiva di una “Starfire’s Memory” che sa offrire decisa apparenza e nobile animo. “Summertides’s Approach” per chi scrive ha trovato ispirazione nei Paradise Lost, il primo contatto con il cantato di Mister Curse nel brano ha riportato a galla emozioni che il Nick Holmes del periodo d’oro (Lost Paradise / Icon) riusciva a “infliggere” con maestria, il singer coadiuvato dall’atmosfera distesa e nostalgica della partitura strumentale (in cui spiccano le note delicate ma ombrate di grigio del piano), dimostra d’interpretare e vivere i testi in maniera più che convincente.

La formazione possiede una strada propria riconoscibile di cui ogni elemento in line-up è parte fondamentale, The Gentleman con le sue tastiere soffuse che si spandono rendendo ariose mette i puntini sulle “i” nei momenti carichi di pathos, il lavoro di basso e chitarra di Mr T.S. Kettleburner trova ispirazione in molteplici correnti sonore e il batterista Mr John “The Resurrectionist” Bishop, motore dinamico ed elaborato, sa quando compattare o ridurre al minimo i suoi sforzi, come una molla che si allunga e ritrae dando quella spinta dovuta per ricreare il circolo atmosferico adatto, privi di uno di loro non so se la proposta rimarrebbe eguale nel valore e nella profondità d’intenti.

È non dico assente ma latente in alcuni casi la caratteristica primordialmente istintiva che aveva marchiato a fuoco The Corpse Of Rebirth, si passa quindi dalla vitalità di un bambino capace di tutto al “ragionato” ma illuminato pensiero di un adolescente che spicca il volo verso la maturità? A questo punto vien da chiedersi quale potrebbe essere il passo successivo degli inglesi.

In sostanza, se avete amato il debutto degli A Forest Of Stars non fatevi scrupoli e gettatevi su questo nuovo gioiellino Opportunistic Thieves Of Spring, la riprova che hanno tanto da dare a una scena da tempo carente di forti personalità artistiche.

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