SÁWOL – Through Soil And Skin

SÁWOL – Through Soil And Skin

 
Gruppo: Sáwol
Titolo:  Through Soil And Skin
Anno: 2010
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Bullroser Records
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TRACKLIST

  1. Furor
  2. Drought
  3. Prisoner
  4. Thorns
  5. Break And Create
  6. Seasons
  7. Closer To The Sun
  8. Murk Of November
  9. Buried
DURATA: 51:53
 

L'ambito doom finlandese non finisce mai di sfornare formazioni che diano il proprio personale contributo a una scena florida e in continua evoluzione. I Sáwol sono di recente nascita (2005) e dopo aver dato alla luce un demo omonimo nel 2007, la cui composizione godeva di una notevola influenza post metal, si presentano con un album, "Through Soil And Skin", che inverte la rotta poggiandosi su scelte classicamente legate al filone melodico del movimento.

La band di Pekka Taina — l'abbiamo già incrociato nel ruolo di chitarrista dei Sotahuuto — ha rilasciato nove brani che, pur mantenendo una forte propensione alla funzione atmosferica e tenendo bene in quanto a incedere e pesantezza, non privi di pecche che ne limitano il valore.

La scaletta ci regala sì ridondanze ossessive che fanno piacere all'udito, come avviene nel caso di "Drought", riff prestanti nell'ingresso della traccia successiva "Prisoner", la visione viaggiante esternata dalle melodie di una "Thorns" dall'animo meno pressante, resa grigia e melancolica dalle linee dolciastre che la solcano, consolandoci poi con "Break And Create", brano che miscela dolcezza e adrenalina, e "Seasons" convincente solo per metà, evidenziando però un netto calo compositivo sia d'idee che di coinvolgimento ambientale nella sua fase conclusiva.

Purtroppo "Closer To The Sun" si rivela priva di mordente, una canzone zuccherosa in cui l'entrata in scena della voce pulita è indovinata se non fosse per tono e impostazione inadatta a svolgere tale compito, troppo flebile e incapace di apportare valore positivo alla prova. "Murk Of November" si tiene a galla grazie a un riffing solido, ma in alcuni frangenti decisamente statico, mentre l'ultimo episodio, "Buried", ficcante e melodicamente piacevole, non aggiunge nulla a una prestazione che ha già dato il proprio massimo in antecedenza.

Per quanto riguarda la produzione, vista la scelta di puntare su di un suono di stampo classico condito da venature esterne, le chitarre avrebbero dovuto essere leggermente più spesse. La voce di Pekka si pone discretamente sulle basi, ma alzandola un minimo di volume avrebbe probabilmente acquisito un ruolo più definito, mentre basso e batteria si ritagliano i loro spazi ben delineati e inquadrati.

La prima vera prestazione dei Sáwol vive di luce e ombre, c'è da dire che gli amanti del genere doom-death troveranno "Through Soil And Skin" di loro gradimento godendoselo senza poi troppi problemi, chi si invece si fosse atteso un approccio orientato post derivante dall'ascolto del demo ne rimarrà spiazzato, ma non si potrebbe comunque parlarne in termini negativi.

La band ha in sé tutto ciò che serve per continuare lungo entrambi i percorsi, quindi decida quale sia la direzione adeguata da intraprendere e riparta dalle basi piantate con questo lavoro. In bocca al lupo!

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