THE ORANGE MAN THEORY – Giants, Demons And Flocks Of Sheep

 
Gruppo: The Orange Man Theory
Titolo:  Giants, Demons And Flocks Of Sheep
Anno: 2013
Provenienza:  Italia
Etichetta: Subsound Records
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TRACKLIST

  1. Kill Me
  2. Blood Will Out
  3. Vital Drug
  4. My Heritage
  5. If It Could Speak
  6. A Glass Of Wine
  7. Point Of No Arrival
  8. Contrary Effect
  9. Knock At You Door
  10. Help Me
DURATA: 39:43
 

I The Orange Man Theory non hanno bisogno di grandi presentazioni: la band capitolina — in cui Marco "Cinghio" Mastrobuono dei Buffalo Grillz si cimenta al basso, mentre dietro al microfono troviamo il nuovo entrato Giorgio "Giorgioni" Cifuni degli Tsubo — è giunta al traguardo del terzo disco con "Giants, Demons And Floocks Of Sheep".

Quaranti minuti all'insegna della caciara adrenalinica in bilico continuo fra death e grind, alcolici sentori southern e profonde inversioni in direzione sludge: questo è ciò che viene inglobato, centrifugato e sviluppato nel nostro orecchio grazie alle dieci tracce che compongono la scaletta.

I musicisti "vanno a manetta" e si divertono parecchio nel farlo. Le fiondate scagliate in apertura con "Kill Me" e più avanti con "My Heritage" fanno chiaramente intendere che la prestazione è di quelle sanguigne e aggressive, ma non è a questo che ci si limita. Con l'entrata in scena di "If It Could Speak" sembra infatti di essere finiti in zona Homme: il pezzo muta ben presto la sua forma, divenendo alquanto tempestoso e trascinando con sé un lieve feeling di stampo desertico. "A Glass Of Wine" e "Point Of No Arrival" tirano in ballo i rinati Carcass e gli ormai deceduti Nasum traendone la grinta, mentre è la visione 'n' roll di "Knock At You Door" a garantire all'album il suo angolino di maggiore risalto melodico, inserito in una solida struttura intarsiata di violenti richiami thrash.

Il fatto che nel descrivere "Giants, Demons And Flocks Of Sheep" abbia tralasciato l'approfondimento di alcuni episodi non vi inganni: volevo esclusivamente evitare una tediosa narrazione traccia per traccia. Vi assicuro che nell'incalzante prova fornita dai The Orange Man Theory di buchi nell'acqua o di pause vere e proprie non ne riscontrerete. C'è da spaccarsi il collo andando dietro ai pezzi, i quali del resto godono dell'ottima prova di Giorgioni (il cantante non si risparmia di certo) e invitano a "scapocciare" con continuità.

A ennesima riprova che in Italia abbiamo musica che vale, segnatevi il titolo, inserite in lista acquisti e appena possibile fate vostro questo lavoro. I The Orange Man Theory? Bravi, decisamente bravi.

 

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