UNATURAL DESASTER – Heavy Rocker

Informazioni
Gruppo: Unatural Desaster
Titolo: Heavy Rocker
Anno: 2010
Provenienza: New York, U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.last.fm/music/Unatural+Desaster
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Dreams Of Damnation
3. Jealous God
4. Waiting For Your Hell
5. Cloven Hoof 666
6. Blood And Iron
7. Metal Till You Die
8. Morbid Sense Of Reality

DURATA: 20:16

L’allegra brigata underground guidata da J.S. Medina continua a lavorare nel sottobosco newyorkese, sforna album e si diverte con la sola unica motivazione di dar vita alla musica che piaccia loro mantenendo vivi l’istinto e un tipo di produzione che sia più “live” possibile.
“Heavy Rocker” è sporco, ruvido e in certi momenti non sempre perfetto ma è vero, è metal suonato come forse non si fa più da un secolo, incrociando gli strumenti in sala prove, registrando e godendosi il risultato evitando di usare metodi artificiosi che lo rendano perfettino per non dire laccato.
E’ una prestazione semplice, adrenalinica, fatta di riff elementari, di tempi di batteria veloci e tendenti al punk, la voce è malata, si diverte e scatena, brani in stile “Dream Of Damnation”, “Waiting For Your Hell”, “Cloven Hoof 666” fanno un po’ il verso ai Venom e contemporaneamente incrociano il vecchio modo d’interpretare il thrash/crossover distante anni luce da gente in voga adesso come i Municipal “plastica” Waste e più simile al tributo che gli Slayer porsero ai padri dell’hardcore con “Undisputed Attitude”.
Canzoni veloci e cattive con una prova strumentale che, in fin dei conti, dato il modus operandi “casereccio” dell’opera è più che apprezzabile così come la produzione stessa che, rispetto ai lavori passati, risulta essere meglio elaborata, sempre minimale e non potrebbe comunque essere differente vista la posizione di pensiero su cui la band fonda il proprio credo underground.
Non mancano le sbavature, qualche assolo tutt’altro che riuscito e una proposta che cruda e diretta per com’è sicuramente è facile da criticare, v’invito a provare questo lavoro spogliandovi dell’odiernità in cui viviamo, pensate di tornare negli anni Ottanta e a come tante formazioni davano vita ai loro primi sforzi.
Gli Unatural Desaster continuano a galleggiare in quella bolla temporale e non vogliono uscirne, sbagliano? Avranno ragione? Poco importa, almeno loro hanno le idee chiare.

Facebook Comments