UNIVERSUM – Mortuus Machina | Aristocrazia Webzine

UNIVERSUM – Mortuus Machina

Informazioni
Gruppo: Universum
Anno: 2010
Etichetta: Riot
Contatti: www.myspace.com/universumband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Fractured Archetype
2. Morte Noir
3. Sum Of The Universe
4. Genetic Sequence Distortion
5. Asymmetric Dimensional State
6. Slaves To The New Order
7. Aeon Displacement
8. Transcendence
9. 2.0
10. Take Another
11. Black Infinity

DURATA: 47:51

UNIVERSUM - Mortuus Machina Vi è mai capitato di avere dei deja vù talmente nitidi da dire: cavolo questa cosa l’ho sicuramente ascoltata prima? Bene, è quello che mi è accaduto con “Mortuus Machina” degli Universum.
L’Australia non è proprio la patria del melodic death metal e tanto per non sbagliarsi il sound di questi ragazzi è totalmente e indiscutibilmente devoto al filone svedese moderno.
E’ impossibile non riconoscere in primis la presenza costante della figura Scar Symmetry a reggere il songwriting del combo, poi sarà altrettanto facile riscontrare le intrusioni di altri act quali Soilwork e di riflesso quelli che seguono e alimentano il filone nelle altre terre europee ormai da tempo come i finnici MyGrain e gli ellenici Nightrage ormai consolidatasi realtà di valore dopo aver fatto il botto ai tempi in cui il signor Tomas Lindberg risiedeva dietro il microfono.
Non è altrettanto un caso che gli ospiti che si alternano o combinano i loro guest moment all’interno di “Mortuus Machina” provengano proprio da tali formazioni, troviamo Christian Alvestam ex proprio dei Symmetry che presta voce nell’opener “Fractured Archetype”, “Sum Of Universe” e “2.0”, Tuomas “Tommy” Tuovinen dei MyGrain in “Asimettric Dimensional State” e una schiera di chitarristi composta da Marios Iliopoulos (Nightrage), Olof Mörck (Nightrage, Dragonland, Amaranthe), Ola Frenning (Soilwork), Paul Wardingham che si cimentano nella solistica, tanto sforzo congiunto sarà stato utile ad elevare la qualità del platter?
Formalmente il disco è un classico lavoro di ultima generazione, alterna i due stili di cantato, c’è il growl nelle sue varianti profonda/scream e il clean “d’acchiappo” fornendo così impatto e attitudine catchy, il supporto dei synth è sin troppo derivativo e ricollegabile all’odierno sestetto di Avesta e non solo quello, fra i particolari prendete a esempio gli assoli, quello di Wardingham in “Aeon Displacement” confrontato con quelli eseguiti dall’accoppiata Kjellgren/Nilsson sembra sia uscito da stampi similari come impostazione e stile, se c’aggiungete che il suono nel complesso è molto addolcito anche nelle parti che dovrebbero evidenziare cattiveria abbiamo concluso, si ha fra le mani una copia degna di competere con “Dark Matter Dimensions” con il vantaggio però a favore degli australiani d’avere delle voci pulite molto più adatte ed efficaci.
Con questo non voglio dire però che sia un disco del tutto privo di momenti buoni, sia le tracce in cui Adam Soininen duetta con Christian, sia le conclusive “Take Another” e “Black Infinity” nelle quali s’intravedono sprazzi riconducibili ai Dark Tranquillity, che quanto meno spostano seppur di un nonnulla il tiro, non prepotentemente ma lo fanno, risultano alquanto piacevoli.
Gli Universum non ci offrono niente di nuovo, si poggiano su una sufficienza che non fa né bene, nè male, si limita a rimanere in bilico sul “vorrei ma non posso” ed è un peccato perché le doti dei ragazzi e l’esposizione dei brani porterebbero a pensare che le qualità per far meglio ci siano, è limitante pensare a un album come “Mortuus Machina” dovendolo etichettare come “figlio del figlio di”.
Auguro quindi alla formazione almeno un parziale distacco dalle correnti madre per tentare una via che abbia una connotazione propria, la mancanza di personalità standardizza il platter ancor più del già sentito.
Se amate il genere come il sottoscritto, sarà un ascolto che non vi dispiacerà più di tanto ma vi risulterà difficile farlo divenire una presenza fissa nel vostro lettore.