ARTEP – Thy Will Be Done On Earth As Is Done In Hell

ARTEP – Thy Will Be Done On Earth As Is Done In Hell

 
Gruppo: Artep
Titolo:  Thy Will Be Done On Earth As Is Done In Hell
Anno: 2010
Provenienza:  Canada
Etichetta: Bleak Art Records
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TRACKLIST

  1. Birth Of The Antichrist
  2. Antichrist
  3. Eruption
  4. Desolate Land
  5. Crossing The Acheron
  6. Armageddon
  7. Black War
  8. Eye Of The Serpent / Oko Hada
DURATA: 44:09
 

Gli Artep sono una band canadese che ha fra le sue fila membri di Vanquished, Infernal Majesty e Funeral Fornication, dopo aver prodotto un demo e un ep in questo 2010 sotto la Bleak Art Records danno via all'uscita ufficiale con il full di debutto "Thy Will Be Done On Earth As Is Done In Hell".

Inizio col dire che molti dei brani sono tracce a cui è stata data vita nuova, le quattro iniziali sono infatti derivanti dal demo "Fires Of Mortal Deception", la pancia dell'album contiene le due nuove "Crossing The Acheron" e "Armageddon" mentre la coda è affidata a prove anch'esse riprese dal passato, precisamente da "Black War" di un biennio fa.

Suonano un black sinfonico in cui il ruolo della tastiera è importante, le influenze sono quelle di band classiche dello stile, si va quindi dai Dimmu Borgir ai primi Cradle Of Filth passando per gli Anorexia Nervosa e l'unico act oltreoceanico che mi vien da citare in questo momento potrebbe essere quello degli Abigail Williams, ma c'è ancora da lavorare un bel po' per raggiungere i livelli massimi ottenuti dai primi.

È una proposta alquanto canonica quella offertaci, vi sono delle buone strutture che riescono a miscelare discrete melodie ad assalti arrembanti in brani come "Eruption", creare atmosfere lussureggianti con una bella "Antichrist", una "Desolate Land" che ancora una volta esalta il lato sinfonico così quanto è semplice ma efficace una "Crossing The Acheron".

Non è una pecca ripercorrere strade già segnate, il metal odierno c'insegna che il revivalismo è una sorta di docet, tutti provano a rifare ciò ch'è stato non sempre riuscendoci e spesso mancando anche delle qualità di base per farlo. Per fortuna gli Artep non sono fra questi ultimi, il disco scorre piacevole arrivando ai quasi otto minuti battaglieri di "Black War" non troppo faticosamente e lasciando il compito di sparare le ultime cartucce a una "Eye Of The Serpent/Oko Hada" che mette in mostra quanto la formazione culturale del genere proveniente dal nostro continente sia stata assorbita dal loro sound.

Un disco che fra alti e bassi non dispiace, i canadesi si sono affidati alle sapienti mani di Andy La Rocque e dei Sonic Train Studios svedesi per il master, tuttavia ciò che lascia invece a desiderare è la produzione sin troppo cruda e alle volte ruvida per una realtà che si adopera nello sfoggiare aperture strumentali considerevoli all'interno dei propri pezzi. È il drumming a risentirne con maggiore peso dato che in alcuni frangenti risulta essere più affine a un'esplosività sonora death-grind che a una matrice blackish vera e propria, al contrario delle tastiere e dei volumi delle chitarre che mantengono degli standard più che accettabili.

Molto ben curato dal punto di vista dell'artwork, Ra.Design ha inquadrato sia come toni che illustrazioni l'intento nero delle canzoni di "Thy Will Be Done On Earth As Is Done In Hell".

Se il lato sinfonico del black e dell'estremo in genere vi attira e le band menzionate nel testo vi piacciono o vi incuriosiscono per un qualsiasi motivo non negate un ascolto agli Artep, il primo passo è stato fatto, continuando su questa strada forniti di buona lena non potranno che crescere qualitativamente.

 

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