FREITOD – Possessed By The Horns Of Terror

FREITOD – Possessed By The Horns Of Terror

 
Gruppo: Freitod
Titolo:  Possessed By The Horns Of Terror
Anno: 2010
Provenienza:   Svizzera
Etichetta: Bergstolz
Contatti:

 

 
TRACKLIST

  1. Possessed By The Horns Of Terror
  2. Seek For Desolation
  3. In Eternal Glory
  4. Baptized In Human Blood
  5. Seht Sie Schwinden
  6. The Praise Of War
DURATA: 31:45
 

Che bello alzarsi al mattino, sapendo di non avere nessun futuro. Il corpo duole talmente da potere solo sperare di soffrire supplizi infernali meno crudeli. Le giornate sono eternamente lunghe, monotone e talmente oscure che neppure il Sole di luglio riesce a schiarirle anche solo un pochino. Arrivati a questo punto, non resta che lasciare indegnamente questo paese di lacrime, spargendo le proprie cervella sui muri con l'aiuto di una pistola calibro nove millimetri. La canna ancora gelida si posa fra il mento e la gola, la mano sicura impugna il ruvido calcio, l'indice rappresenta la linea fra questo Mondo e l'Aldilà. Dopo una frazione di secondo fatale, il cane provoca l'accensione della cordite nella cartuccia, la pallottola accelera attraversando ossa e parti molli di questo cranio… "Freitod" non significa altro che suicidio in tedesco.

Non lasciatevi ingannare dal nome. Il progetto non fornisce una piattaforma a chi adora il “suicidal” o a chi ama incidersi le braccia. Freitod produce black metal tradizionale che tematizza misantropia, satanismo e tutti i soggetti cari ai metallari più neri. Il gruppo, fondato nel 2003 a Zurigo, ha all'attivo parecchi demo, uno split e questo EP.

I pezzi, in parte veramente melanconici, sono raramente più corti di cinque minuti e non esitano ad aizzare l'ascoltatore a fuggire al passo di corsa. Quando questo si crede al sicuro e tenta nella sua disperazione di prendere fiato, si accorge che gli aguzzini gli stanno alle calcagna, obbligandolo a riprendere la sua fuga affannosa. Una voce rauca, dura e fredda impartisce ordini inesorabili che condannano la vittima a scegliere fra il combattimento contro se stesso per non schiattare o di arrendersi, lasciandosi così dilaniare le carni da Cerbero.

Le note affilate saettano minacciose nell'aria, cercando il loro obiettivo per squartarlo dopo averlo scorticato a dovere. L'agnello sacrificale riconosce che queste armi non saranno nuove ma comunque molto efficaci, ancora sempre pericolose e inesorabili.

Come vedete, ho vinto la battaglia contro me stesso, sfuggendo a Satana e ai suoi aguzzini, Cerbero é rimasto a dieta. Chi altrimenti avrebbe potuto illustrarvi l'odissea allucinante passata ad ascoltare questo disco? E voi? Avete il coraggio di rischiare?

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