Non vogliamo che i Dreadnought passino inosservati

DREADNOUGHT – The Light Shalt Be Ungiven

Gruppo:Dreadnought
Titolo:The Light Shalt Be Ungiven
Anno:2019
Provenienza:Polonia
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Ice Palace
  2. Devourer Of Evil
  3. Purified
  4. Essence of Duality
  5. Guardian Of The Ancient Ice
  6. Eos
  7. Necromantica I
  8. Necromantica II
  9. The Light Shalt Be Ungiven
  10. Epitaph Of Evil
DURATA:55:28

Sapete, voglio essere chiaro: The Light Shalt Be Ungiven è un disco troppo facile da ignorare. A partire dalla sua copertina che potreste confondere da lontano per un’opera di Dan Seagrave, fino al nome della band, cioè Dreadnought, diventa plausibile immaginarselo nominato in mezzo a una lunga lista di uscite, incapace di risaltare abbastanza per attrarre la vostra attenzione. Una ricerca su internet fa emergere poche recensioni, tutte entusiaste per giunta, mentre i risultati di Google non vanno troppo oltre la seconda pagina.

Eppure questo disco autoprodotto, che potrebbe passare così facilmente inosservato, a suo modo ha qualcosa da dire. Chiariamoci, non è un capolavoro, non ribalterà la vostra concezione del death metal, non farà niente di tutto ciò. Detto questo, The Light Shalt Be Ungiven è un prodotto che colpisce perché sentito, genuino; se in effetti i mezzi utilizzati sono un po’ quello che sono, ciò non diventa affatto un ostacolo insormontabile. Il suono del basso tende un po’ a intrecciarsi con le frequenze delle chitarre, ma gli strumenti rimangono discernibili senza difficoltà. Il perno delle composizioni dei Dreadnought è la ricerca di idee accattivanti, che ti rimangono in testa dopo pochi ascolti, tuttavia a non si limitano a ciò. L’importante è non stare mai fermi, ripetere quanto funziona senza buttarlo via troppo presto, ma non annoiare. Forse non ci riescono sempre, ci sono almeno un paio di casi in cui certi passaggi vengono ripetuti un po’ troppe volte, eppure nulla che infici il valore complessivo dell’album.

I Dreadnought puntano molto sulla potenza, sul ritmo dinamitardo e accattivante; in alcuni casi l’approccio è molto semplice e diretto, in altri più tecnico, in altri ancora ci si arrischia in territori death’n’roll (“Essence Of Duality”). I musicisti coinvolti non ci risparmiano nemmeno un certo senso di malinconia furiosa che pervade la seconda parte della scaletta, dimostrando che di trovarsi a proprio agio con varie forme espressive (“Devourer Of Evil” ne è un concentrato di pochi minuti). Segnalo anche la prova dietro il microfono di Oskar Przydatek, che si impegna tra growl e urla strazianti a rendere ancora più vivace la proposta. Tutto ciò è testimonianza di una certa maturità nella scrittura, che forse non è arrivata ancora a compimento, ma che lascia intendere grandi cose riguardo le possibilità future.

In definitiva, se amate il death metal e tollerate le derivazioni marcate, dovreste dedicare la vostra attenzione alla scoperta di The Light Shalt Be Ungiven. Non vedo come potreste pentirvene.

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