LABIRINTO / THISQUIETARMY – Split

 
Gruppo: Labirinto / Thisquietarmy
Titolo:  Split
Anno: 2013
Provenienza: Brasile / Canada
Etichetta: Consouling Sounds
Contatti:

Sito Labirinto – Sito Thisquietarmy

 
TRACKLIST

  1. Labirinto -Tahrir
  2. Labirinto – Diluvium
  3. Labirinto – 11 Palmos
  4. Thisquietarmy – [untitled]
  5. Thisquietarmy – Eclipse
  6. Thisquietarmy – Path Of Illumination
  7. Thisquietarmy – World Protest
  8. Thisquietarmy – Abandonment
DURATA: 45:49
 

La Consouling Sounds, etichetta belga che concentra i suoi sforzi produttivi su musica ambient, drone e post-rock, pubblica uno split tra i Labirinto, band brasiliana, vera e propria orchestra post-rock composta da sette elementi, e i Thisquietarmy, progetto solista di Eric Quach, canadese, già noto per essere stato edito dalla famigerata Denovali.

Questo split è un progetto coerente, nel quale due realtà molto vicine tra loro per stile e influenze tentano la via del lavoro unitario. Perciò avremo a che fare con otto brani, tutti strumentali, tre dei Labirinto, cinque dei Thisquietarmy, che stanno stretti in un unico abbraccio, scuro, movimentato da momenti densi e viscosi di linfa black metal e ambient, alimentato da arpeggi e chitarre riverberate post-rock, sporcato con feedback, archi a orchestrare inganni epici, droni a riempire le orecchie, perennemente.

Aprono il disco i Labirinto, con tre pezzi di media durata, tinti di nero (ascoltare “11 Palmos” e il suo fraseggio chitarristico tipicamente black per capire cosa intendo), ricchi di strumentazione satura, tra sintetizzatori distorti, chitarre che provengono da lontananze enormi, corde e archi a tendere ancora più l'atmosfera, ritmiche profonde. Il post-rock non è mai stato così inquietante.

Un piccolo intermezzo parlato, irriconoscibile, intraducibile, comunicazione dallo spazio profondo, ci introduce nel viaggio drone dei Thisquietarmy. Loop, click e molecole sonore sostengono il lavoro d'una chitarra all'estremo del riverbero, tanto da manifestarsi quasi solo in forma di risonanza. I brani si sviluppano in maniere simili, tuttavia differenti di volta in volta, tanto da far apparire una drum-machine sintetica e perfetta nel contesto sonoro di "World Protest". Un'ipnosi sonora, a tratti scura, a tratti lieve, ma comunque densa, sempre mirata a costruire il muro sonoro.

La stratificazione, che caratterizza i metodi compositivi delle due band presenti in questo split, è il vero collante che rende il lavoro un unicuum, un suono solo, pur con le differenze stilistiche (anche notevoli, in alcuni casi) che intercorrono tra i due progetti.  Una stratificazione che è anche il senso ultimo e potente di questo split: creare un ambiente che avvolga l'ascoltatore e lo induca in stati emozionali intensi e pregni. Scuri o splendenti.

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