AMESOEURS – Ruines Humaines

 
Gruppo: Amesoeurs
Titolo: Ruines Humaines
Anno: 2006
Provenienza: Francia
Etichetta: Northern Silence Productions
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TRACKLIST

  1. Bonheur Amputé
  2. Ruines Humaines
  3. Faiblesse Des Sens
DURATA: 16:03
 

Dolore, solitudine, rabbia repressa. Tutti questi elementi potrebbero riassumere in maniera efficace i contenuti di "Ruines Humaines", primo vagito degli Amesoeurs, la band nata dal polistrumentista Neige, già membro dei Peste Noire e dei Mortifera, nonché mente del progetto Alcest. In questo ep di soli tre brani, il gruppo riesce a unire alla perfezione varie correnti musicali come il depressive black metal, il post-punk, lo shoegaze e alcuni elementi industrial. Ed è solo in un quarto d'ora di musica che la band riesce a raffigurare la decadenza e l'indifferenza della gente che vive in questo mondo moderno.

Una melodia graffiante e sporca ci introduce in "Bonheur Amputé", brano rabbioso e decadente, caratterizzato da una batteria forsennata e ripetitiva e dallo scream lancinante di Neige, che accompagna nel migliore dei modi il riff principale. Disperazione metropolitana, che contraddistingue gli alti e i bassi delle azioni di ogni giorno, ed è così che si pone la canzone, alternando parti dal forte animo black metal ad altre più ragionate e riflessive, come viene fatto nel finale quando il pezzo si ferma per qualche istante per poi ripartire con le chitarre acustiche e il basso in primo piano.

"Ruines Humaines", la titletrack del disco, prosegue il percorso già iniziato con la canzone precedente. Dopo un inizio lento ed effimero, acquista pesantezza grazie all'innesto delle chitarre, dal suono grezzo e distorto, in perfetto contrasto con l'introduzione. Anche se certe volte potreste soffrire di un déjà-vu maideniano (qualcuno ha pensato al ritornello di "Children Of The Damned"?), il brano è scorrevole per la sua intera durata, variando anche la sua struttura nel tempo, con rallentamenti al limite del doom e il finale in vero e proprio stile industrial, che tanto deve a band come Throbbing Gristle e Einstürzende Neubauten.

A chiudere l'ep ci pensa "Faiblesse Des Sens", pezzo che tende molto verso lidi post-punk. Cantato dalla bassista Audrey Sylvain, riesce con le sue melodie raffinate e ipnotiche a rilassare l'ascoltatore, portandolo in uno stato di tranquillità apparente che verrà prontamente spezzato nel finale con un urlo di dolore della bella Audrey, che così termina il primo capitolo di una band dalla vita breve, ma che è riuscita con soli due dischi a stravolgere il panorama musicale odierno.

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