AEON WINDS – Stormveiled

Gruppo:Aeon Winds
Titolo:Stormveiled
Anno:2019
Provenienza:Repubblica Slovacca
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Of Times Forgotten…
  2. A Cosmic Sky Ablaze
  3. Beyond All Empty Places
  4. Dawn Of The Untamed Moon
  5. It Is Beneath Where The Mountains Sing
  6. Legacy of the Unconquered Sun
  7. Stormveiled
  8. Dying Star Remembrance
  9. To Embrace The Void
  10. …And Woods Forlorn
DURATA:49:18

Gli slovacchi Aeon Winds si ripresentano sulla scene, a sette anni dall’esordio Those Who Will Remain Silent Forever, con il secondo album Stormveiled. Nel mezzo, tre EP e numerose partecipazioni a split e compilation che hanno permesso ai quattro musicisti di crescere e acquisire esperienza sul campo. Il nuovo capitolo può essere letto come una sorta di tributo al black metal sinfonico di fine anni ‘90 e alle formazioni, Dimmu Borgir e Emperor su tutti, che ne furono le maggiori interpreti.

Se l’innovazione non rientra tra le caratteristiche peculiari di Stormveiled, non posso certo dire che si tratti di un album scontato o privo di spunti di interesse. La capacità di riesumare in modo convincente quel tipo di sonorità non è infatti lavoro di poco conto, considerati gli innumerevoli e infruttuosi tentativi visti nel corso degli anni, anche a opera di chi questo genere ha contribuito a fondarlo. Come le premesse lasciano supporre, la componente sinfonica gioca un ruolo determinante nei cinquanta minuti di musica qui presenti, al pari dei riff glaciali e del blast beat che non mancano di sferzare costantemente le orecchie dell’ascoltatore.

Il salto indietro nel tempo comincia con “Of Times Forgotten…”, lungo brano strumentale che funge da introduzione alla tirata “A Cosmic Sky Ablaze”. Già da questo episodio si pone in evidenza lo scream indemoniato di Svarthen e la capacità dei Nostri di creare lugubri atmosfere anche quando il ritmo si abbassa. Molto convincente la successiva “Beyond All Empty Places”, dove gli Aeon Winds toccano probabilmente l’apice del disco, grazie a malvagi ma intriganti giri di chitarra supportati dalle oscure trame tessute dalle tastiere e a cambi di tempo ben congegnati; sempre in tema di mostri sacri, da segnalare come in questo brano faccia la sua comparsa dietro al microfono anche Håvard Ellefsen, alias Mortiis. In Stormveiled non mancano poi frequenti parentesi acustiche che, grazie anche all’utilizzo di cori e voci pulite, aiutano a donare maggior spessore e solennità al tutto.

Il livello medio dei brani è indubbiamente buono e nel suo complesso l’ascolto risulta gradevole, ma purtroppo senza episodi che lascino davvero il segno. A emergere piuttosto è l’assenza di spunti o intuizioni che facciano compiere il salto di qualità, che avrebbero reso Stormveiled qualcosa più di un — seppur ben fatto — tributo a un’epoca passata. La sensazione infatti, soprattutto nella seconda metà del disco, è che le soluzioni comincino a perdere un po’ di mordente, lasciando che il senso di già sentito si palesi più del necessario. A ogni modo, senza toccare le vette artistiche di Anthems To The Welkin At Dusk o Enthrone Darkness Triumphant, gli Aeon Winds riescono a confezionare un lavoro di qualità, ben scritto e che non mancherà di trovare estimatori soprattutto tra gli amanti della seconda ondata del black metal scandinavo.

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