MAERORMID – Stasi

Gruppo:Maerormid
Titolo:Stasi
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Dark Hammer Legion / Volcano Records & Promotion
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TRACKLIST

  1. Aura
  2. Universo Sepolto
  3. Martire
  4. Il Muro Ad Ovest
  5. Stasi
  6. Mater (Dolore)
  7. Invocazione
  8. Dissolvenza
DURATA:46:44

Proprio qualche settimana fa avevamo parlato di alcuni dischi che hanno caratterizzato per motivi diversi l’universo del doom metal nel corso degli anni ’10. Tra le varie realtà italiane che si sono fatte spazio nell’oscuro sottobosco del metallo del destino possiamo citare i Maerormid, che avevamo incrociato anche in occasione del precedente XIII, con cui avevano fatto un salto di qualità. Il duo umbro-marchigiano era quindi atteso alla prova del raggiungimento di una certa solidità con il suo doom metal annerito e dalle tante sfaccettature, e noi di Aristocrazia non possiamo nascondere la nostra curiosità riguardo l’uscita di Stasi, pubblicato da Dark Hammer Legion e Volcano Records & Promotion a giugno.

Il nucleo composto da Mid. (al secolo Federico Marcantoni, voce, batteria, synth) e M. (chitarra) è supportato anche in quest’occasione da Ecnerual al violino e Munholy al basso. I Maerormid ci danno il benvenuto nel loro oscuro universo con una inquietante immagine del Lago Trasimeno, anche stavolta teatro del lavoro di registrazione e missaggio presso il neonato studio Lago Records (l’ultima incarnazione del precedente Phonic Art, gestito dallo stesso Mid.), nonché inesauribile fonte di ispirazione per le atmosfere e i contenuti della band. Il libretto in generale è curato senza strafare, segnalo inoltre la presenza dei testi sia in italiano che in traduzione inglese (grazie al lavoro di Valentina Moracci).

La Stasi del titolo è leggibile principalmente come uno stato nel quale la voce narrante si trova immersa nella title track. Una lettura suggerita da molti dei testi («Un labirinto monotono, umiliante. Ripetute sequenze di stati immutabili» in “Aura”). La voce narrante è alle prese con una profonda inquietudine esistenziale (“Martire”), alla quale cerca una risposta tra la notte e le onde (“Dissolvenza”).

Il disco è caratterizzato da una grande varietà anche in termini sonori, che si innesta sul riconoscibile scheletro doom metal di ispirazione My Dying Bride che ormai i Maerormid padroneggiano con maestria (la prima metà di “Invocazione”); segnalo per esempio la presenza di alcuni ospiti per le parti di pianoforte, flauto e violoncello in alcuni brani. La voce di Mid. si muove su diversi registri a seconda delle necessità, mentre il sound in generale ha raggiunto una discreta coesione, anche tra parti di diversa matrice. Stasi rappresenta la conferma dei progressi avviati dal gruppo in XIII, una maggiore consapevolezza sia a livello di sound che di personalità. Disco consigliato a tutti i fan del doom e delle sue varianti, nonché a chiunque intenda immergersi nelle metaforiche acque del Trasimeno.

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