CARLOS CIPA – The Monarch And The Viceroy

CARLOS CIPA – The Monarch And The Viceroy

 
Gruppo: Carlos Cipa
Titolo:  The Monarch And The Viceroy
Anno: 2012
Provenienza:  Germania
Etichetta: Denovali Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Soundcloud  Bandcamp  Last.fm

 
TRACKLIST

  1. Perfect Circles
  2. The Whole Truth
  3. The Monarch And The Viceroy
  4. Human Stain
  5. Morning Love
  6. A Place Of anger
  7. Nocturne
  8. Cold Night
  9. Lost And Delirious
  10. Lie With Me
  11. Wide And Moving
  12. The Dream
DURATA: 47:28
 

Un ascolto inusuale per i nostri lettori e recensori. Dismesse le chitarre e l'elettricità, non possiamo che tornare alle origini: il suono acustico. Ma non un suono acustico qualsiasi. L'eccellenza del suono acustico, perfezionata in secoli di artigianato musicale: il suono d'un pianoforte.

Carlos Cipa, vivente in quel dell'Allemagne, suona il necessario, un solo strumento, il suo strumento. Lo suona in modo lieve, dilatato ed elastico. Non si tratta di Allevi, o di altri italiani noti al grande pubblico; il tocco, l'impostazione, sono completamente differenti. C'è meno pop, anche se le canzoni a volte vanno alla deriva recuperando temi già sentiti, ma sono finte strutture-canzone. C'è più composizione, un lavoro approfondito sui temi musicali, ben riconoscibili, non troppo cervellotici, immediati ma non orecchiabili. Non entrano dalle orecchie, forse dagli occhi.

I brani variano per lunghezza e articolazione, ma l'atmosfera rimane pressoché stabile dall'inizio alla fine, con sfumature varie che facilitano l'assimilazione, ne ampliano gli orizzonti.

Un album da sentire non tanto col cervello quanto col sistema nervoso tutto, con tutti i recettori possibili. Il suono del pianoforte può contenere qualsiasi cosa, senza limiti, è terribile, grottesco, ironico, triste, mesto, movimentato e perfino gioioso. Ma tutte queste qualità, questa grana, sta in noi ascoltatori, alla condizione con cui lo affrontiamo, che incontra l'abilità di chi vi pone le dita sopra. Carlos Cipa compone un album che vi consiglio d'affrontare con la leggerezza, la flessibilità, l'elasticità che sono la forza. La durezza, la solidità, l'impenetrabilità, sono la morte.

Facebook Comments