Ereb Altor - Vargtimman | Aristocrazia Webzine

EREB ALTOR – Vargtimman

Gruppo: Ereb Altor
Titolo: Vargtimman
Anno: 2022
Provenienza: Svezia
Etichetta: Hammerheart Records
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TRACKLIST

  1. I Have The Sky
  2. Vargtimman
  3. Fenris
  4. Rise Of The Destroyer
  5. Alvablot
  6. Den Dighra Döden
  7. Ner I Mörkret
  8. Heimdals Horn
DURATA: 42:26

Inutile dormire sonni tranquilli, quando arriva Vargtimman, ovvero l’ora del lupo. Nella tradizione svedese, infatti, coincide con l’avvicinarsi della morte, che spesso avviene nel lasso di tempo tra la fine della notte e l’alba; pare che questo sia il momento in cui si tende a riflettere sulla propria vita ormai avviata verso il termine. Se parliamo degli Ereb Altor, però, Vargtimman assume anche il significato di discone ben riuscito.

Quest’anno gli Ereb Altor sono arrivati al nono album, che si pone in una certa continuità con l’EP precedente Eldens Boning, dal momento che i lavori per entrambe le uscite sono iniziati nel 2019, mentre la pubblicazione è avvenuta per Hammerheart Records. Vargtimman acchiappa subito per svariate ragioni: in primis, per l’aspetto sonoro che vede l’intreccio tra l’aggressività raffinata del black melodico e la solennità nordica tipica della sfera pagan, entrambe inserite all’interno di una cornice molto doom; sensazione acuita anche dall’impatto visivo, basta guardare il tetro artwork che accompagna il disco.

La narrazione musicale viene portata avanti in maniera molto equilibrata, passando da cori quasi ieratici a ritmi brulicanti, accompagnati da riff infernali. Oltre a questa trama sonora, già di per sé interessante, Vargtimman è impreziosito dalla presenza costante delle tastiere, in grado di creare ambientazioni sognanti (o meglio: da incubo, considerata la materia trattata), che portano a un tempo lontano, segnato dalle gesta di eroi e lupi.

Anche dal punto di vista concettuale, gli Ereb Altor ci regalano una miniera di informazioni e possibili approfondimenti circa la Storia e la mitologia della Svezia. “Den Dighra Döden” trae spunto da un antico libro, nel quale si sostiene che la pestilenza giunta in Svezia nel corso del XII secolo sarebbe stata portata da un vento nero; forse per questo motivo, il brano risulta sferzante e soffocante proprio come una brezza portatrice di morte. Anche “Ner I Mörkret” contiene un riferimento a una pagina oscura del XII, poiché si concentra sulla caccia alle streghe. Per quanto riguarda invece il patrimonio mitologico, i tributi più immediati sono rappresentati da “Fenris”, dedicata al noto lupo norreno, e da “Heimdals Horn”, uno dei brani più epici e intensi di Vargtimman. “Alvablot”, invece, prende il nome da una ricorrenza equiparabile alla notte di Ognissanti.

A mio avviso, la potenza di Vargtimman sta nel fatto che sia un album ricco di forma ma anche di sostanza, dove l’ascoltatore non viene lasciato a bocca asciutta nemmeno per un istante. Se poi aggiungiamo la bravura degli Ereb Altor nel destreggiarsi tra tematiche mortifere, Storia e rimandi mitologici, le impressioni finali non possono che essere positive. Un ascolto da fare rigorosamente almeno una volta, ingannando l’attesa che ci separa dalla nostra ora del lupo.