IN MY SHIVER – Delicate Poison

 
Gruppo: In My Shiver
Titolo: Delicate Poison
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Closed View
  2. False
  3. Liquid Hour
  4. Into The Gray Line
  5. Drain
  6. Empty Wealth
DURATA: 49:39
 

In My Shiver è un nome completamente nuovo al sottoscritto, mentre alcuni di voi potrebbero averlo già conosciuto quattro anni fa, all'epoca del disco di debutto "Black Seasons". Si tratta di un trio marchigiano arrivato al secondo album, oggi su Hypnotic Dirge Records.

Definire con una singola etichetta la musica composta da MKh979 (voce, chitarra, batteria), Asha (chitarra) e Lux Occulta (basso) sarebbe riduttivo, oltre che molto difficile, poiché il contenuto di "Delicate Poison" si compone di numerosi tasselli di varia provenienza, assemblati però in maniera da garantire un risultato piuttosto omogeneo e compatto. Abbiamo a che fare in generale con un dark-depressive metal-rock "robusto", la cui pietra di paragone a livello di atmosfere più che di suono potrebbero essere certi Woods Of Ypres: sei riflessioni amare sull'esistenza, spesso priva di significato e vuota, e sulle difficoltà nei rapporti interpersonali, falsati e compromessi dalle maschere che indossiamo.

All'interno di "Delicate Poison" convivono due anime: la violenza del black metal, rintracciabile nello screaming e in alcune accelerazioni ferali, e tratti delicati, struggenti ed eterei (anche acustici) riconducibili al rock in senso lato. Come se non bastasse, sono presenti anche tocchi accennati di avantgarde-post black metal e rimandi agli ultimi Forgotten Tomb. Il disco esprime una certa sofferenza in maniera quasi "pacata", proprio come dichiarato nel titolo, e non trascende mai su versanti autolesionistici tipici della scene DSBM, preferendo una malinconia strisciante e come già detto un suono intenso e pieno.

Passando dalla "scheda tecnica" a una valutazione critica, va sottolineato come "Delicate Poison" sia una sorta di flusso costante, il cui moto non risente delle numerose anse attraversate all'interno dei pezzi, costituite dalle variazioni ritmiche e atmosferiche, dagli stacchi o dai crescendo di pathos emotivo. Viene così difficile citare singoli brani particolarmente rappresentativi, in quanto il tutto prevale sull'unità e mancano elementi che caratterizzino a tal punto un pezzo da farlo spiccare sull'altro. Ciò non è per forza un difetto, ma lo diventa alla luce dell'odierno panorama musicale, nel quale sono necessarie canzoni che catturino immediatamente l'attenzione dell'ascoltatore "frettoloso", per poi condurlo soltanto in un secondo momento all'intero album.

La durata delle composizioni invece è un punto dolente (quasi cinquanta minuti suddivisi in sei pezzi), poiché ritengo non sia giustificata dalla ricca alchimia proposta: per farla breve, una sforbiciata di un paio di minuti a brano avrebbe consentito di alleggerire un po' l'ascolto, che sul finale si appesantisce, anche a causa della riproposizione di soluzioni pressoché identiche, come nel caso del cantato pulito ("Empty Wealth"), che tende a divenire leggermente stucchevole. A sorpresa invece la batteria è stata programmata su buoni livelli di varietà e dinamicità, decisamente superiori alla media delle uscite, perciò alcune imperfezioni nelle parti più veloci o ritmate sono facilmente superabili; chiaramente, ed è banale scriverlo, uno strumentista in carne e ossa permetterebbe un ulteriore miglioramento.

Gli In My Shiver e "Delicate Poison" vivono al confine fra il mondo dell'estremo e le sonorità più accessibili, un territorio parecchio insidioso, tuttavia non scadono mai nella banalità dell'orecchiabilità a tutti i costi e anzi danno dimostrazione di grande solidità. Inoltre la difficoltà nell'etichettarli è già sintomo di una ricetta vincente, al di là dei gusti e delle preferenze personali. Tutto questo lascia aperto un ventaglio esteso di soluzioni per il futuro, mentre oggi consente di proporsi a una platea piuttosto ampia: da chi ama le contaminazioni del black metal con lo shoegaze ai fan dei Katatonia (in grado di sopportare lo screaming). A patto di prendersi il tempo necessario a metabolizzare un disco tutt'altro che immediato e in grado di crescere col passare degli ascolti.

Nota finale per gli amanti degli album digitali: l'etichetta Hypnotic Dirge Records consente da qualche settimana di scaricare liberamente il proprio catalogo dalla pagina Bandcamp e poi decidere la cifra da corrispondere in cambio.

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