SATURNINE – Mors Vocat

 
Gruppo: SaturninE
Titolo: Mors Vocat
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Terror From Hell Records
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TRACKLIST

  1. Mors Vocat
  2. Moloch
  3. Fangs In The Flesh
  4. Crimson Sand
  5. Empire Of Guilt
  6. Bones And Regrets
  7. Escape From Reality
DURATA: 37:37
 

Il disco di esordio delle SaturninE è uno di quelli che attendevo con curiosità, avevo infatti apprezzato la proposta delle Nostre nel demo rilasciato tre anni fa e speravo che riuscissero a migliorarsi proprio ripartendo da lì: obbiettivo che a oggi posso affermare sia stato conseguito.

"Mors Vocat" è una prestazione minacciosa ed epica quanto nera e mortifera. Stilisticamente racchiude nuovamente tutte le correnti sonore che influenzano il suono della band, proponendo la fredda primordialità del death metal della primissima scuola e le asperità del black metal anni Ottanta (per intenderci Bathory e in questo caso soprattutto Celtic Frost), per poi affondare fangosamente in quel territorio di confine che vede convivere il doom e lo sludge.

L'intento pare sia quello di evocare il cupo mietitore attraverso composizioni monolitiche dotate di un basso nefasto e paludoso, prendete in considerazione "Crimson Sand" ed "Escape From Reality". In altrettanto modo è considerevole l'apporto offerto dalle divagazioni melodiche, dai contorni arpeggiati e dagli assoli in cui filtra l'ispirazione psichedelica, udibile sia in "Fangs In The Flesh" che in "Bones And Regrets".

Non c'è nulla di fuori posto in questo disco, gli ingranaggi delle SaturninE girano perfettamente come confermano l'ottima esecuzione strumentale e la buonissima prova vocale ostile, velenosa e per certi versi asphyxiana — anche se un po' statica — dell'ormai ex cantante Laura; oggi dietro al microfono troviamo la belga Katrien, ex dei Last Legion Alive.

"Mors Vocat" è un'oscurità nebbiosa all'interno della quale è facile sprofondare, il rischio è quello di perdere l'orientamento, finendo per cadere in balia della sofferenza e della rabbia che la sostengono. È un album che funge da effettivo e definitivo trampolino di lancio per un gruppo già pienamente in grado di soddisfare gli esigenti palati degli appassionati del filone doom più estremo e del quale mi auguro sentiremo parlare bene anche nel prossimo futuro.

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