SYNODIC – Omnibus

Gruppo:Synodic
Titolo:Omnibus
Anno:2018
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Flowing Downward / Avantgarde Music
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TRACKLIST

CD1:

  1. Descending On Titan
  2. Infinite Presence In A Violent Universe
  3. The Large Magellanic Cloud
  4. Cosmic Cataclysm NGC 6357
  5. Cosmic Perspective
  6. One Billion Year Reign
  7. Dweller Of the Kuiper Belt

CD2:

  1. Leviathan Of The Void
  2. V838 Monocerotis
  3. Beyond The Horizon
  4. Eta Carinae
  5. Prodigious
DURATA:1:00:53

Come saprete, la nostrana Avantgarde Music — in questo caso nella forma della sotto-etichetta Flowing Downward — governa un ampio settore della galassia del black metal cosmico. Oggi il nostro telescopio punta proprio in quella direzione, per la precisione al mondo dei Synodic. La parola mondo non è stata usata a caso dal sottoscritto, dato che il lavoro che ho in mano si chiama niente meno che Omnibus, un titolo che descrive in modo conciso ciò che sto per trattare. Il disco, infatti, è composto da due CD che raccolgono la totalità della musica incisa dalla one man band con a capo Myrdin Cephas: il primo propone l’unico album Infinite Presence In A Violent Universe, mentre il secondo l’EP Prodigious, con l’aggiunta di un nuovo brano (“Beyond The Horizon”) e il completamento delle parti vocali lasciate incompiute nell’uscita originale.

Abbiamo già respirato in passato l’atmosfera ambient-elettronica che impregna entrambi i dischi; detto ciò, l’effettistica è piuttosto ispirata sia quando prende il sopravvento, dettando la direzione alla musica, sia quando si ritrova relegata in secondo piano come arrangiamento. Questa differenza diventa più evidente all’ascolto dei due CD: se da un lato non c’è dubbio che siano opere prodotte all’interno dello stesso progetto e nell’arco di poco tempo (entrambe le uscite sono targate 2017), dall’altro, oltre agli elementi che li accomuna, possiamo vedere delle differenze stilistiche segno di una probabile nuova direzione allo stato embrionale.

Il primo disco ha una cantante diversa, chiamata Imber, e tende ad aprirsi di più alla melodia cosmica, lasciando maggiore spazio ai sintetizzatori o alla chitarra. La sensazione è quella di perdersi in un viaggio tra le stelle senza ritorno.

Il secondo cd, d’altra parte, mette il black metal in primo piano: ci sono meno concessioni al lato melodico, che diventa più grezzo e accennato, mentre il sentore è più aggressivo, con un po’ meno continuità tra le lunghe parentesi ambient spaziali e gli assalti più agguerriti. “Beyond The Horizon”, il brano aggiunto, si amalgama alla perfezione al tono nero e freddo della scaletta.

Synodic è anche molto interessante per i testi incentrati su un’indagine scientifica dello spazio. Peccato che sia dovuto andare a cercarli online, visto che la confezione digipak, per quanto le foto della superficie lunare glitchate siano molto belle da vedere, non contiene di fatto nessuna informazione, al punto tale che anche i titoli dei brani sono riportati con un carattere piccolissimo.

Per chi è avvezzo a questo tipo di black metal, Omnibus risulterà un lavoro solido, con tutta probabilità non indispensabile, ma contenente ottime idee e basi sulle quali sarà interessante vedere cosa si edificherà in futuro. Ai curiosi, come al solito, il mio invito è di soddisfare il proprio interesse, provando la musica di Synodic di prima mano tramite uno dei link alle pagine ufficiali.

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