TANPOPO CRISIS – Millennium Flower
Tanpopo è il nome giapponese del tarassaco, pianta comunemente nota come dente di leone o soffione che possiamo trovare facilmente in ogni prato in primavera. La scelta di Matt Miller di utilizzare il termine nipponico per il suo progetto Tanpopo Crisis probabilmente non è casuale, ma deriva dalla sua passione per le opere del Sol Levante.
Nell’ultimo lavoro del musicista intitolato Millennium Flower, il tema floreale — rappresentato nella splendida copertina a cura di carrionblossom — si intreccia nei testi con riferimenti a opere appartenenti al mondo nerd, dalle lacrime lunari dell’universo videoludico di Nier alla strega Evermillion tratta dal manga e anime Witchcraft Works. Il filo conduttore di questo inusuale mix di elementi, tuttavia, non è così distante da quanto proposto generalmente nelle branche più introspettive del metal estremo, tra riflessioni interiori e fantasie ultraterrene.
Queste sensazioni — sovrannaturali e non — si manifestano all’interno dell’album in un post-black metal melodico quanto basta e dissonante solo laddove necessario, con una certa cura dedicata alla componente atmosferica. La monotonia dello scream — sempre attento a non risultare troppo invadente — consente all’eterea malinconia delle chitarre di travolgere emotivamente l’ascoltatore, trascinandolo in una decadente spirale di sogni irrealizzabili e utopie di trascendenza a un piano astrale superiore.
Tra sfuriate sonore in cui speranza e disperazione si intrecciano e momenti di calma e riflessione, Tanpopo Crisis segue fedelmente gli stilemi del genere, aggiungendo di tanto in tanto dettagli non certo innovativi, ma che riescono a dare un tocco personale ai brani: la cacofonia celestiale nell’apertura di “If You Do As I Ask” e gli effetti angelici che accompagnano “The Flowers Of Evermillion” sono soltanto alcuni degli elementi che rendono queste tracce particolarmente interessanti, oltre alle buone capacità compositive del musicista che emergono sia dalle sei corde che dalle ottime linee di basso.
Al di là di una squadratura leggermente eccessiva nella programmazione della batteria elettronica (specialmente per quanto riguarda i piatti), Millennium Flower si presenta come un lavoro di tutto rispetto; lontano dall’essere una pietra miliare del post-black metal, rimane comunque una piccola perla nascosta nell’underground più inesplorato, che non mancherà di soddisfare i molti seguaci di questo stile, a maggior ragione ora che esiste una versione fisica dell’opera grazie a Toxic Loli Records.



