THE HOWLING VOID – The Darkness At The Edge Of Dawn

 
Gruppo: The Howling Void
Titolo: The Darkness At The Edge Of Dawn
Anno: 2017
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Distant Shores
  2. A Seed On Stone
  3. The Darkness At The Edge Of Dawn
  4. Silence And The Setting Sun
  5. When I Am Forgotten
DURATA: 38:51
 

Ryan Wilson ha fatto centro! In redazione ci siamo accorti in tre, il sottoscritto, Bosj e Dope Fiend, che la storia dei suoi The Howling Void stesse cambiando. Per ciascuno di noi è stato evidente che episodi come l'ep "Runa" (2013) e soprattutto "The Triumph Of The Ruin" (2016) avessero segnato in maniera netta il modo di operare dello Statunitense, nonostante il primo potesse essere catalogato inizialmente come un passaggio a vuoto, dopo il retrospettivo "Nightfall".

"The Darkness At The Edge Of Dawn" è uscito lo scorso anno su Avantgarde Music, è un'opera diluita, sinfonica e indubbiamente devota al mondo doom, eppure gli è stato imposto un minutaggio ridotto e adeguato (accorgimento già riscontrato nel capitolo antecedente), riuscendo ugualmente a incanalarvi tutto ciò che sono i The Howling Void. Ciò ha permesso all'ascoltatore di rimanere piacevolmente e più facilmente intrappolato nell'affascinante ciclicità del lavoro di chitarra ("A Seed On Stone"), di usufruire di melodie accattivanti e contemplative, ben supportate dal sommesso e nebbioso canto di Ryan quanto alimentate ed estese egregiamente dalle tastiere, e di inabissarsi in atmosfere melancoliche e solitarie, inglobato in una leggiadra sfera di sofferenza che intorpidisce e anestetizza l'animo.

L'album è maturo, immediato e conquista l'udito, poco importa se poi lo si apprezzi per l'equilibrio raggiunto nell'esporre le partiture elettriche e acustiche ("Distant Shores"), per una linearità di intento in certi casi talmente sublime da lasciare incantati, per la capacità di assumere connotazioni dall'appeal epico ("Silence And The Settling Sun"), post-rock ("When I Am Forgotten") o per la vena settantiana che affiora nella traccia eponima. Ciò che realmente conta difatti è che Wilson pare abbia davvero trovato la propria chiave di volta.

"The Darkness At The Edge Of Dawn" è figlio del nuovo corso e con tutta probabilità lo si potrebbe considerare la vetta più alta raggiunta — emotivamente e compositivamente — dai The Howling Void. Il progetto nella sua evoluzione non dovrebbe aver perso troppi fan della prima incarnazione, neanche stessimo discutendo di una realtà pop, ritengo infatti che gli affezionati alla sua natura classicamente funeral (e io sono uno di quelli a cui non dispiace affatto) potranno comunque godere di un tale album, trovandovi musica e scenari di sicuro gradimento.

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