Extrema Ratio #166: 04/06/25
Torna ancora una volta Extrema Ratio, la rubrica di Aristocrazia Webzine incentrata sulle nuove uscite underground del panorama black e death metal. Di seguito, le band protagoniste dell’edizione odierna: …And Oceans, Ossuary, Trivax, Balmog, Weeping Sores, Svart Vinter, Brutal Sphincter, Hexerei.
1. …And Oceans – “Prophetical Mercury Implement” (da The Regeneration Itinerary, symphonic black metal)
Etichetta: Season Of Mist
Data di pubblicazione: 23 maggio 2025

Giusto venerdì scorso, qui a Helsinki — da dove scrivo — si è tenuto il release party del nuovo album degli …And Oceans, band finlandese che ha attraversato diversi momenti nella sua discografia e che nel 2017 si è riunita dopo alcuni anni di pausa, tornando in scena con Cosmic World Mother. The Regeneration Itinerary è il titolo del loro settimo LP.
Di tutti i dischi post-reunion degli …And Oceans, forse The Regeneration Itinerary è proprio il più interessante. Sebbene il focus dei finlandesi sia infatti rimasto il symphonic black metal di derivazione melodica, sono tornati a includere anche inserti elettronici, recuperando dunque anche l’eredità di un’altra porzione della loro carriera. Fondendo queste due anime, pur dando risalto alla componente sinfonica, gli …And Oceans sono comunque riusciti a creare qualcosa di coerente e omnicomprensivo, rendendo a suo modo The Regeneration Itinerary un album unico nella discografia del gruppo. Poi, se si vuole trovare il classico pelo nell’uovo, si può dire che non sempre il riffing appare così ispirato e non tutte le tracce si attestano allo stesso livello qualitativo. Resta comunque una buona prova quella della band finlandese.
2. Ossuary – “Volitional Entropy” (da Abhorrent Worship, death metal)
Etichetta: Me Saco Un Ojo Records / Darkness Shall Rise Productions
Data di pubblicazione: 23 maggio 2025
Dopo un decennio di attività, e alcune uscite minori tra demo ed EP, debuttano su lunga distanza gli statunitensi Ossuary. Il primo album di questi deathster si intitola Abhorrent Worship, e ha visto la luce lo scorso 23 maggio.
Le coordinate stilistiche del gruppo dal Wisconsin vertono su un death metal oscuro e cavernoso, che ricerca continuamente un’atmosfera criptica e catacombale, pur senza rinunciare a un certo groove. Sono, insomma, idee che prendono le mosse dagli Incantation ma con un’attenzione particolare al riffing, che spesso e volentieri viaggia su territori death-doom. Le incursioni in ambiti più veloci sono infatti rare, con brevi scariche di blast beat, mentre la voce assume un ruolo piuttosto di primo piano, con un’interpretazione valida e anche abbastanza varia. In tutto questo, forse gli Ossuary hanno ancora bisogno di affinare ulteriormente la loro personalità, ma sicuramente Abhorrent Worship è un disco promettente per chi apprezza sonorità death metal più cavernose.
3. Trivax – “To Liberation And Beyond” (da The Great Satan, death-black metal)
Etichetta: Osmose Productions
Data di pubblicazione: 30 maggio 2025
Originari dell’Iran, ma da tempo di base in UK, i Trivax negli ultimi anni hanno cominciato a far parlare di sé su scala più grande dopo un bel po’ di gavetta, come abbiamo potuto apprezzare al Frantic 2024. Non è un caso che il loro terzo album, The Great Satan, sia uscito per un colosso del black metal come Osmose Productions.
Se il grande Franco Battiato cantava «L’Ayatollah Khomeini per molti è santità», i Trivax definiscono un ritratto decisamente diverso del leader della rivoluzione islamica del 1979. The Great Satan è proprio l’appellativo che la band usa per descrivere Khomeini, in un assalto di death-black metal genuinamente anti-islamico che, utilizzando elementi storici reali (e tutto sommato recenti), accresce così il suo potere comunicativo. Il vero punto di forza dell’album è infatti proprio la sua potenza concettuale, che già da sola esaurisce il discorso. Musicalmente parlando, i meriti dei Trivax sono invece più ridotti, anche se sicuramente The Great Satan è un disco che farà una certa presa grazie a una produzione bombastica e strutture piuttosto semplici. Insomma, non la definirei un’opera imperdibile, ma va riconosciuto che quella della band anglo-iraniana è sicuramente una take potente sulla tematica anti-islam.
4. Balmog – “Mud To Gold” (da Laio, progressive black metal)
Etichetta: War Anthem Records
Data di pubblicazione: 23 maggio 2025
In giro ormai da un ventennio, i galiziani Balmog sono tra i gruppi più interessanti della — non conosciutissima — scena black metal spagnola. Forti di svariate uscite alle spalle, hanno toccato il traguardo del quinto album con il nuovo Laio.
Sono sincero, ero un po’ in dubbio sul genere in cui inquadrare questo disco. Ho scelto la dicitura progressive black metal, sebbene forse non completamente corretta, per mettere in risalto la grande libertà compositiva dei Balmog. La band spagnola, infatti, fa un grande uso di melodie nel suo black metal, ricorrendo sovente a echi post-punk e gothic rock. Tutto questo però senza mai snaturarsi né mettendo in discussione l’aderenza al genere; semplicemente la scrittura è libera, atmosferica, mai banale. Onestamente, Laio non è un disco così facile da digerire perché non è pensato per avere ritornelli cantabili o strutture semplici, ma dimostra di possedere un gran numero di sfumature. Proprio questa dichiarazione di intenti è probabilmente sia il suo pregio che il suo difetto, tuttavia in ogni caso si tratta di un disco coraggioso e che merita sicuramente anche più di un ascolto.
5. Weeping Sores – “Arctic Summer” (da The Convalescence Agonies, melodic death-doom metal)
Etichetta: I, Voidhanger Records
Data di pubblicazione: 30 maggio 2025
Bella notizia il ritorno dei Weeping Sores! Seguo praticamente dagli esordi la band statunitense, che sin dai tempi del primo EP ha dato prova di suonare un death-doom metal melodico, drammatico e personale. Dopo i buoni riscontri del primo album False Confession, ha appena pubblicato il suo nuovo LP, The Convalescence Agonies, a sei anni dal precedente.
Il nuovo capitolo dei Weeping Sores presenta delle novità rispetto al passato, anche a causa dell’uscita dalla lineup della violinista Gina Eygenhuysen, peraltro anche bassista live di Tchornobog. Data l’assenza del violino, gli elementi di rottura sono ora affidati al violoncello e alle tastiere, capaci di creare un’atmosfera straniante e inquietante soprattutto quando vanno in contrasto con le sezioni più lente e abrasive: l’opener “Arctic Summer” ne è uno splendido esempio. In generale, la band gestisce molto bene questi dualismi con ottime capacità di scrittura, risultando quasi a metà tra il death-doom malinconico di scuola inglese (alla My Dying Bride o Paradise Lost) e un death-doom più sepolcrale e oscuro (tipo Spectral Voice). Un’idea senza dubbio riuscita, che rende quello dei Weeping Sores un gradito ritorno.
6. Svart Vinter – “Torment” (da Isvind, atmospheric black metal)
Etichetta: Non Serviam Records
Data di pubblicazione: 30 maggio 2025

Come band italiana del primo episodio di giugno ho optato per i blackster romani Svart Vinter, alle prese col loro secondo album Isvind. Dopo un esordio casareccio ma comunque promettente, intitolato Mist, con questo nuovo lavoro hanno infatti alzato il tiro sotto tanti punti di vista.
Il focus degli Svart Vinter resta sempre un black metal freddo, legato a un’iconografia invernale e d’ambiente, con un occhio di riguardo per le produzioni scandinave. L’idea della band italiana, tuttavia, si fa anche molto atmosferica pur senza ricadere necessariamente nel sound cascadian che tanto andava di moda qualche anno fa. Ci sono dissonanze, melodie inquietanti, ripartenze a sostenere un songwriting tutto sommato semplice ma aggressivo, carico d’effetto e, soprattutto, efficace, che poi è la cosa che più conta. A metà tra tradizione black metal e derive atmospheric black, Isvind riconsegna perfettamente quell’idea di freddo penetrante e maestoso che la sua copertina trasmette. Un buon lavoro quello degli Svart Vinter, che potrebbero aver realizzato uno dei dischi black metal italiani migliori di quest’anno.
7. Brutal Sphincter – “Unvaxxed Lives Matter” (da Sphinct-Earth Society, brutal death metal-goregrind)
Etichetta: Time To Kill Records
Data di pubblicazione: 23 maggio 2025
Con un nome che strizza evidentemente l’occhio a un certo grind ironico e scherzoso, i belgi Brutal Sphincter sono in giro da più di dieci anni e vantano un certo seguito, anche grazie a diverse apparizioni live fuori dal loro Paese; ad agosto passeranno dalle nostre parti per il Frantic Fest 2025. Nelle scorse settimane è invece uscito il loro terzo full length, intitolato Sphinct-Earth Society.
La vena dei Brutal Sphincter è certamente scherzosa, ma non stupida. C’è infatti tanto spazio per la satira (“Unvaxxed Lives Matter” o “Persona Non-Greta” per fare due esempi), tuttavia in generale l’intero album utilizza riferimenti reali, tra critica sociale e luoghi comuni scivolati nel meme (“Name Three Songs”). In tutto questo, la prova musicale dei belgi non è magari indimenticabile, ma si muove su coordinate interessanti, tra un death metal di matrice brutale e il goregrind, accompagnato da una produzione molto pulita, forse onestamente anche troppo. Un disco dunque simpatico, ma che si fregia anche di un discreto bagaglio tecnico e non si accontenta dell’ironia fine a se stessa, come fanno alcune band in un certo tipo di grind (come i Gutalax).
8. Hexerei – “Omenstorm Massacre” (da Realms….., black metal)
Etichetta: Sentient Ruin Laboratories
Data di pubblicazione: 23 maggio 2025
Con una band finlandese avevo aperto questo numero di Extrema Ratio, e con un’altra band finlandese lo chiudo. Gli Hexerei sono al secondo album, dopo il promettente Ancient Evil Spirits pubblicato quattro anni fa. Il nuovo disco, uscito il 23 maggio, si intitola Realms…..
Crudi e ferali, gli Hexerei si rifanno sicuramente alla tradizione black metal anni Novanta, ricercando infatti un sound grezzo e disegnando melodie diaboliche ma fortemente aggressive. Un approccio che mi ha ricordato in parte certi Immortal, ma soprattutto i tedeschi Katharsis, le cui atmosfere erano qualcosa che riusciva a unire foga anticristiana e grande abilità compositiva. Ho trovato poi molto corrette le scelte in sede di produzione, con un grezzume vecchia scuola particolarmente adatto secondo me a valorizzare questo tipo di sonorità. Un bel salto indietro nel passato dunque, con gli Hexerei che probabilmente non hanno ancora il seguito che meriterebbero, ma che hanno un potenziale davvero interessante: questo Realms….. lo dimostra.

