EKPYROSIS

   
Gruppo: Ekpyrosis
Formazione:

  • Ilaria Casiraghi – Batteria
  • Nicolò Brambilla – Chitarra e Voce
  • Marco Teodoro – Voce e Chitarra
  • Gianluca Carrara – Basso e Seconde Voci
 

"Primordial Chaos Restored", l'ultimo EP degli Ekpyrosis, è una vera mazzata death metal, come avrete scoperto dalla mia recensione. Ma è tutto qui ciò che la band ha da offrire? Consci del fatto che la risposta a questa domanda è negativa, scopriamo insieme di più…


Benvenuti Ekpyrosis su Aristocrazia! Come va?

Nicolò: Ciao, grazie per l'intervista e per lo spazio dedicatoci!

Siete giovani, avete già un disco all'attivo e suonate death metal. Potete entrare un po' più nel dettaglio della storia della band?

La storia è iniziata circa cinque anni fa, con quattro liceali che si trovavano a provare cover di Celtic Frost, Bathory, Venom, Slayer… Ci volle qualche tempo perché i nostri inediti cominciassero a prendere un carattere prettamente death metal e richiese progressive fasi di crescita. Dopo i primi demo, l'EP "Witness His Death" fu la nostra prima registrazione professionale. Senza ombra di dubbio la fase di stesura e poi registrazione del nostro primo album "Asphyxiating Devotion" è stata il periodo di più intenso sviluppo della band. Abbiamo comunque deciso di concentrare nuovamente gli sforzi a pochi mesi di distanza per realizzare questo nuovo EP, "Primordial Chaos Restored", che alla luce del mio nuovo modo di lavorare sulla composizione e della maggior coscienza stilistica da noi appresa è l'opera che di gran lunga ci soddisfa maggiormente. L'idea è che questo debba dare un insight su quello che Ekpyrosis è in questo momento, pubblicato in concomitanza con il nostro primo tour europeo lungo, con gli Haemophagus, tra il 18 maggio e il 3 giugno.

Come avete scelto il nome Ekpyrosis? Le note promozionali parlano di una conflagrazione universale che porterà alla distruzione del cosmo. C'è qualche altro significato?

Effettivamente il significato della parola, in greco, è quello di «conflagrazione» ed è il termine che la filosofia stoica designa per indicare la periodica distruzione del Cosmo, che ne anticipa la rinascita in un concetto essenzialmente ciclico di storia. Ho trovato questo termine, nella corrispettiva trasposizione italiana di «ecpirosi», in un passo de "Il Nome Della Rosa" di Umberto Eco, in cui più semplicemente era usato per connotare la tendenza di un materiale a prendere fuoco.

Qual è il processo di scrittura dei brani degli Ekpyrosis? È cambiato nel tempo?

Certamente è cambiato molto nel tempo, prima di arrivare al modus operandi attuale, che è più metodico; mentre la stesura del riff resta sempre il momento più spontaneo, in cui sono essenzialmente guidato dall'ispirazione (quando c'è!). La costruzione del pezzo richiede un numero imprecisato di tentativi, a cui segue una bozza di arrangiamento dei lead, della batteria e delle linee vocali, su cui lavoriamo al computer per poi provare assieme in rehearsal per testarne punti di forza e difetti. Complessivamente, ora preferiamo spendere più tempo per la pianificazione individuale dei dettagli.

Parliamo del vostro nuovo EP "Primordial Chaos Restored". Sono interessato a sapere come è nato e che differenze ci sono state nella sua concezione con il vostro debutto "Asphyxiating Devotion".

Ho iniziato a comporre i tre inediti che costituiscono questo EP circa un anno fa, motivato dal nuovo modo di organizzare la composizione che avevo perfezionato negli ultimi mesi, soprattutto lavorando con i Blasphemer. Trovare le idee è stato fortunatamente piuttosto immediato e, dopo un certo numero di ore spese sulla struttura e gli arrangiamenti, non abbiamo perso tempo e fissato le registrazioni subito dopo l'estate. Rispetto ad "Asphyxiating Devotion", "Primordial Chaos Restored" risulta essere più oscuro e, per via di una più massiccia componente melodica, anche più solenne. Intendevamo conservare il connotato spesso definito soffocante dell'album, ma al contempo arricchirlo con un lavoro chitarristico più attento e vario. Anche le sezioni down-tempo sono diventate più frequenti e certamente ci sono alcuni dei momenti più lenti che abbiamo mai composto, mentre al contempo le parti più serrate sono risultate essere più veloci. Poter sfruttare tre diversi cantanti su questo disco ci ha permesso di sviluppare linee vocali che fossero quanto più incalzanti.

In "Primordial Chaos Restored" avete inserito una cover di "Devoured Death" (da "Onward To Golgotha") degli Incantation, una band a cui venite paragonati spesso. Come mai questa scelta?

So che quella di includere una cover possa essere considerata una scelta delicata, ma è forse stata l'unica presa veramente a cuor leggero. Già suonavamo questa canzone dal vivo ormai da diversi mesi, avevamo del tempo extra in studio di registrazione e abbiamo deciso di includerla come traccia bonus. Certamente non è tra i pezzi più articolati degli Incantation, ma è sicuramente rappresentativa di quelle che erano le caratteristiche originali del death metal newyorkese, che senza dubbio citerei come la mia maggiore influenza (in particolare gli Immolation, aggiungerei). In realtà il paragone con Incantation è innegabilmente azzeccato, ma spesso semplicistico — pensavamo che su questo EP ci fosse molta più personalità e influenze più disparate — includerla è anche stato un pretesto per evidenziare le differenze con ciò che stiamo facendo. Ma, dopottutto, si tratta di un pezzo che ci piace suonare, che nessuno ha mai coverizzato prima e che rappresenta una chicca aggiunta in coda al concept delle prime quattro tracce.

La copertina di "Primordial Chaos Restored" ha un sentore molto più astratto di quella del precedente album. Qual è l'idea che sta dietro il suo concepimento?

Effettivamente è molto legata al tema principale dell'EP, che si può in tutto e per tutto considerare un concept che coinvolge le prime quattro tracce (inclusive dell'interludio strumentale). Sia per questo che per l'atmosfera che intendevamo ricreare, scegliere Raoul (View From The Coffin) è stato quasi immediato, per via della sua familiarità con il soggetto e del suo stile molto riconoscibile, nonché del suo grande talento, naturalmente. Il concept lirico dell'EP, brevemente, ruota attorno alla parola «ekpyrosis» prima descritta; l'ipotetico scenario della distruzione cosmica è trattata da un punto di vista astrofisico (che è poi il mio campo di studi accademici) e ognuna delle tracce descrive una fase del cosiddetto Big Crunch, ipotesi cosmologica di inversione dell'espansione dell'Universo (nell'assunzione che questo sia sufficientemente denso) e il suo ricollasso in una singolarità come quella da cui ha avuto origine secondo il modello del Big Bang caldo. Ovviamente, si tratta di una trasposizione che si adatti a un album death metal, per cui è posto particolare accento sulla componente ineffabile e maestosa del mistero cosmico, evidenziando uno slancio universale verso la morte e l'entropia.

Com'è nato il vostro rapporto con la Terror From Hell? Come vi trovate?

Conosco Stefano da alcuni anni, eravamo alla ricerca di un'etichetta che pubblicasse "Asphyxiating Devotion" su vinile e gli passai un promo non appena il master fu completo. La sua reazione fu molto entusiastica e accettò di stampare l'album su LP. Fu una pubblicazione molto curata esteticamente (la versione splatter è impagabile!) e appositamente rimasterizzata per il formato. "Primordial Chaos Restored" è stato il primo lavoro su cui abbiamo collaborato pienamente dall'inizio, inclusa la promozione dell'album. Ancora una volta hanno lavorato molto professionalmente, con passione e attenzione, e siamo riusciti ad avere questa uscita entro la data di inizio del nostro tour europeo.

Spulciando la rete, mi pare che l'accoglienza verso il vostro lavoro sia molto positiva. Come la state vivendo?

Effettivamente è stata estremamente appagante e anche motivante. Le recensioni sono state incredibilmente positive ed entusiastiche e il massiccio supporto fisico preziosissimo, letteralmente da tutto il mondo. Questo ci ha sicuramente aiutato a trovare molte situazioni interessanti per suonare all'estero quest'anno, che era una delle cose a cui maggiormente tenevamo. Allo stesso modo, anche questo EP sta riscuotendo moltissimi consensi e molte recensioni plaudono al miglioramento sensibile in termini compositivi ed esecutivi.

A questo punto la domanda mi sembra d'obbligo: cosa dobbiamo aspettarci dal vostro prossimo album? Dobbiamo considerarlo in dirittura d'arrivo?

Credo che le coordinate stilistiche di "Primordial Chaos Restored" siano un indicatore significativo di quello che potrebbe essere il nostro prossimo lavoro. Non lo considererei in dirittura d'arrivo, c'è ancora moltissimo lavoro da fare e sicuramente non cercheremo di forzare i tempi. Abbiamo ricevuto delle proposte interessanti da alcune etichette estere, una delle quali ci entusiasma particolarmente. Per ora posso solo dire che il nostro obiettivo è pubblicarlo nel 2019.

Quali sono i dischi che girano ultimamente nel vostro stereo? C'è qualche band a cui gli ascoltatori (sottoscritto compreso) dovrebbero fare attenzione?

Personalmente negli ultimi mesi sono andato in fissa con l'ultimo album dei Degial, "Predator Reign", tanto che a giorni organizzerò la loro unica data italiana del 2018 con la mia agency Necrotheism Productions. Sempre parlando di uscite recenti in ambito death metal, ho consumato gli ultimi di Anatomia, Gorephilia e Unaussprechlichen Kulten, il debutto dei Necrot e l'omonimo dei Cemetery Urn australiani, tutti usciti l'anno scorso, così come anche l'EP di ritorno degli Arkhon Infaustus. Inoltre, "11:11" dei Neocaesar (ex-membri della line-up storica dei Sinister) è rimasto nel mio stereo per non poco tempo. La lista è molto più lunga, ma questi sono quelli che mi hanno colpito maggiormente. Spostando l'attenzione sul materiale di gruppi italiani che ho molto apprezzato di recente, ci sono i rispettivi ultimi album di Fuoco Fatuo, Assumption, Gravesite, Haemophagus, Maze Of Sothoth, l'ultimo EP dei Necromutilator…

Va bene, con questo abbiamo concluso, ti lascio il consueto spazio per aggiungere qualcosa oppure per salutare i lettori di Aristocrazia. Intanto ti ringraziamo per il tempo dedicatoci.

Ringraziamo Aristocrazia e chiunque abbia letto questa intervista. Vi ricordo che "Primordial Chaos Restored" è disponibile su tutte le piattaforme di streaming, sulla nostra pagina Bandcamp e naturalmente presso Terror From Hell Records.

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