EVOLCRAFT | Aristocrazia Webzine

EVOLCRAFT

   
Gruppo: Evolcraft
   
   
 
Formazione:

  • Giulia Mannucci – Batteria
  • Leonardo Moretti – Chitarra e Basso
  • Andrea Tilberis – Voce
 

SCENT OF DEATH

Aristocrazia oggi se la gioca un po' in casa: abbiamo ospiti nel nostro angolo delle chiacchiere gli Evolcraft di LeonardZ666. Che cosa ci racconteranno?


Come va la vita? Mentre ti scrivo ci sono oltre quaranta gradi e il ghiaccio che faceva compagnia alla mia birra si scioglie rapidamente. Come sta trascorrendo la vostra estate?

Leonardo: Come la tua… qui a Firenze ci si squaglia.

Presentiamo il trio: chi siete, da dove venite e dove volete arrivare?

La band è composta da me, Leonardo Moretti, alla chitarra e al basso, da Giulia Mannucci alla batteria e da Andrea Tilberis alla voce. A parte Giulia che è una novellina, io ho fondato gli Inner Shrine insieme a Luca Liotti e vi ho militato dalla loro nascita fino al 2011; Andrea Tilberis invece ha cantato in molti gruppi. Io l'ho conosciuto perché mi ha inviato il demo degli Embrace My Ruin nei quali cantava al tempo. Dove andiamo? Il mio scopo è quello di suonare doom il più a lungo possibile, quindi quella è la strada.

Perché questo omaggio non poi tanto criptico al maestro di Providence? Cos'ha di particolare questa figura da pesare in maniera positiva sull'ispirazione di molti amanti dell'estremo?

Credo che molti ne siano affascinati per la carica visionaria e l'assoluta originalità. Tantissimi scrittori, registi e musicisti sono ispirati direttamente o indirettamente dalle sue opere. Per quanto mi riguarda la sua figura ha un aspetto "mistico", nel senso che ritengo sia stato uno dei pochi a riuscire a descrivere metaforicamente lo stato dell'Universo e dell'Uomo nella sua nuda e cruda realtà, divenendo quindi un profeta di questa realtà.

Il titolo della demo e quelli delle canzoni sono anch'essi legati a H.P. Lovecraft?

Certamente. La "Follia Mistica" del titolo è quella che deve possedere un essere umano per poter vagare in questa realtà e nelle altre esistenti tramite la Chiave d'Argento.

Nella recensione ho citato una creatura colossalmente interessante come i Winter, sono fra i vostri riferimenti ideali in termine di suono?

Adoro i Winter. Mi fa piacere essere accostato a loro: il loro è uno dei migliori album del genere e che orgogliosamente posseggo in vinile. Non so quanto in realtà siamo davvero simili a loro, ma già l'accostamento mi rende felice.

Quanto gli ascolti abituali e l'esperienza passata in formazioni affini al mondo doom hanno inciso sulle scelte compositive? Il vostro modo di creare un brano è istintivo o ci sono uno studio e una divisione di compiti ben precisi?

I brani sono totalmente creati da me. Mi rendo conto che ci sono delle cose che sono un mio tratto distintivo compositivo che porto avanti del tutto inconsciamente, anche non volendolo. Probabilmente tutto il doom ascoltato in questa vita me lo porto nel sangue e lo riverso poi nei miei brani, volente o nolente.

Siete stati rilasciati dalla Ordo MCM, etichetta dei Dolcinian e che tra l'altro quest'anno ha ristampato i demo dei Mournful Congregation. Come siete entrati in contatto e perché puntare su un formato in cassetto e non in vinile?

Ho conosciuto Matteo della Ordo MCM tramite Count David dei Dolcinian. Ci siamo subito trovati molto in sintonia e gli ho fatto sentire i pezzi degli Evolcraft. Si è detto disposto a produrre il demo in cassetta e così è andata la cosa. Personalmente amo le cassette e penso che siano il mezzo ideale, anche oggi, per un mercato musicale di nicchia del doom, death e black metal.

Parlando di etichette, non so se hai notato che la Nuclear Blast sta facendo incetta di band doom e stoner, non vorrà per caso rovinare anche questo paradiso musicale?

Sicuramente. Nuclear Blast era una signora etichetta nei primi anni '90. Quasi tutte le band che aveva erano oro. Ora è solo una sottoetichetta di una major, quindi tratta materiale non mainstream come fosse Madonna o i Depeche Mode. Il risultato è merda. La cosa che mi fa ridere è che siamo arrivati a questo grazie ai pirati musicali che volevano combattere proprio le major. Il risultato di questi "guerriglieri della libertà musicale" (in realtà ipocriti che semplicemente vogliono avere roba gratis senza sentirsi i ladri che sono) è stato quello di uccidere le piccole indipendenti, le quali, indebolite, sono state mangiate dalle etichette più grosse e quindi snaturate.

Come vedi questa forte ascesa di popolarità di un genere come il doom? Al giorno d'oggi sembra che molti di colpo si siano svegliati dicendo: "cazzo, esiste il doom; ora l'ascolto". È solo la classica onda che passerà col tempo? C'è il rischio di avere un calo qualitativo com'è successo nel thrash e nel black dove la mole di uscite "sottobicchiere" è abnorme?

Guarda, non mi interessa. Io ascolto quello che mi piace e compro cassette e vinili che mi piacciono. Quello che fanno gli altri dei loro ascolti non mi interessa. Io supporterò le band valide, famose o meno. Ho i primi cd degli Uncle Acid And The Deadbeaters che comprai da loro stessi quando si autoproducevano, ora compro la loro roba sotto Rise Above. Basta supportare monetariamente le band valide e non farlo con le altre. È semplice.

Quali sono cinque dischi che tutti dovrebbero avere? Cinque che si devono assolutamente evitare? E cinque sui quali dopo anni e anni sei ancora dubbioso?

Da avere: Bolt Thower – "Realm Of Chaos"; Order From Chaos – "Stillbirth Machine"; Winter – "Into Darkness"; Entombed – "Clandestine"; Bethlehem – "Dictius Te Necare". Da evitare: Manowar e quella roba là. Altri album in dubbio: sinceramente nemmeno uno [ride].

Leo tu ami i Bolt Thrower e quella forza della natura di band è appassionata di giochi di ruolo; suoni doom e sei ispirato dalla letteratura di Lovecraft: è stata una congiunzione di tutte queste passioni che ti ha permesso di creare insieme a Matteo Cortini "Sine Requie" [trattasi di un gioco di ruolo horror, pubblicato per la prima volta nel 2003, N.d.A.]? La si può definire un'estensione dei tuoi amori divenuta realtà?

Senz'altro sì. Alla fine "Sine Requie" contiene tutte le mie passioni, anche molti richiami all'heavy metal. Il fantastico nei giochi, nella letteratura, nell'arte visiva e nella musica per me è oramai inscindibile: un unico mondo.

Quanto è importante avere una compagna di vita come Giulia che condivide le tue passioni e che si cimenta con te in un'avventura musicale di questo tipo? Chi è più preciso, rompiscatole e quant'altro quando dovete lavorare su un pezzo?

È importante, perché non hai una moglie che rema contro le tue passioni, ma invece ti asseconda e partecipa attivamente a esse. Non è poca cosa, visto che prima ho avuto invece donne disinteressate al metal. Io senz'altro sono un super rompiscatole, sempre per quanto riguarda la musica. E anche il resto [ride].

Il progetto per com'è adesso sembra non permettere alcuna esibizione live: pensate che vi sarà uno sviluppo in tal senso o rimarrà esclusivamente un gruppo da studio?

Vorrei fortemente tornare a suonare live. Vedrò cosa inventarmi.

Cosa dobbiamo attenderci a breve termine dagli Evolcraft?

Sto pensando a nuovi pezzi. Ci sono molte cose che bollono in pentola, sia con Evolcraft che con altri progetti paralleli.

Hai la possibilità di portare a cena e passare la notte con un personaggio del mondo della musica che per te è stato fondamentale: su chi ricadrebbe la scelta e perché?

Tom Warrior, sicuramente. Vorrei proprio parlargli, sembra uno che ama la musica al 150%.

Vi mette sotto contratto la Southern Lord: qual è la prima richiesta che fareste all'etichetta per tutelare l'integrità della band?

Nessuna, mi pare una etichetta molto dedicata a preservare l'integrità delle band che mette sotto contratto.

Che significato hanno per te le parole: "metallaro", "originale", "cultura", "generi", "decadi", "orrore" e "plastica"?

Metallaro: chi ascolta metal. Originale: una caratteristica che esiste nelle orecchie di chi ascolta. Cultura: trasmettere informazioni non omologate secondo i gusti della maggioranza. Generi: qualcosa che serviva a indirizzare l'ascoltatore, ma che si è perso nel dare tremila etichette diverse per fare marketing. Decadi: '70, '80, '90, gran bella musica. Orrore: qualcosa che è a pochi centimetri da te e può uscire fuori da un momento all'altro per distruggere la tua vita "normale". Plastica: quella che molte band producono nella sciocca speranza di divenire i nuovi Metallica.

C'è un live che ti ha cambiato la vita, in positivo quanto in negativo?

Live fatti senz'altro quando suonai con gli Inner Shrine nel locale chiamato Gothic a Genova, credo nel 1998. Gran bella serata tra persone che vivevano per quella musica. A cui ho assistito: Death ed Electrocution nel 1993 a Firenze. Che show memorabile.

Credo che con questa siamo a posto, salutiamo i nostri lettori? Vai a ruota libera…

Un saluto ai lettori di Aristocrazia, la migliore webzine del cosmo.