ABRIOSIS – Vessel

 
Gruppo: Abriosis
Titolo:  Vessel
Anno: 2013
Provenienza:   Vancouver
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Crypsis
  2. Vessel
  3. Peering Into Oblivion
  4. Apochra
DURATA: 20:06
 

Il Canada, inutile a dirsi, ci ha sempre abituati bene. Relativamente al death metal le formazioni di valore non sono mai mancate, sia in ambito più grezzo, tamarro e caciarone (qualcuno ha detto Kataklysm?), sia in acque più "tech-". Bene, proprio a quest'ultima categoria si ascrivono gli Abriosis, da Vancouver, autori nel 2011 del buon debutto "Tattered And Bound". All'uscita del disco ha fatto presto seguito l'uscita dalla formazione del cantante Chris McDermott e, dopo un ulteriore ed estremamente repentino cambio, il posto dietro al microfono è stato preso dall'attuale frontgirl Alxs Ness.

Il che ci porta ai giorni nostri e a questo "Vessel", ep di quattro tracce liberamente scaricabile dal sito della band stessa (operazione fino a qualche tempo fa possibile anche con l'album di debutto, che oggi invece presenta UNA traccia a pagamento… scelta particolare, anzichenò). Ebbene, partiamo con una considerazione di fondo: i ragazzi fanno death metal tecnico, molto tecnico, in cui le variazioni e le strutture arzigogolate sono all'ordine del giorno, anzi del minuto.

Taylor Lipton, membro fondatore nonché addetto alla sei corde, non lesina sul lavoro di manico, né Ryan McDonnel si risparmia sulle sei corde del suo basso. Questo non deve assolutamente portare a pensare all'ennesimo tentativo di clonare i Gorguts: i ragazzi di Vancouver suonano molto più moderni, più schizofrenici, più puliti; qualcuno potrebbe parlare di iper-produzione, io tendo a ritenerla una scelta ponderata (condivisibile o meno, chiaramente) funzionale alla musica, quasi complementare ad essa. I brani suonano freddi, gelidi, asettici, sicuramente non per tutti, ma gli amanti di certo death metal non potranno non adorare i venti minuti di "Vessel". Ovviamente non c'è una struttura uguale all'altra, né riff portanti a determinare il "giro" su cui un pezzo si articola e si snoda: tutto è in perenne divenire, in continua modificazione, quasi il nucleo di ciascun brano fosse materia liquida su cui i quattro canadesi si sono trovati ad agire in maniera sempre nuova e imprevedibile. Il tutto sempre con estrema perizia. Cambi di tempo, disparità, blast-beat, urla strazianti da cui scaturiscono complessi assoli di chitarra, basso o batteria.

Dimenticate perciò la lezione che Amott ci ha dato con gli Arch Enemy della sua cara biondina tedesca: qui l'estremismo è di casa e non esistono cali di tensione, non fatevi ingannare dalla presenza di una donna alla voce. Anzi, con tutta probabilità la cara Alxs potrebbe dare del filo da torcere a una buona parte di pseudo-growler o presunti tali, stando a quanto sentito su queste quattro tracce.
Cosa dire di più? È pure un download gratuito, magari è il caso di fare conoscenza con gli Abriosis.

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