ANOICE – No Room Here

 
Gruppo: Anoice
Titolo: No Room Here
Anno: 2015
Provenienza: Giappone
Etichetta: Ricco Label
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TRACKLIST

  1. A Wind From The Sea
  2. Syrinx
  3. Woodland Fairies
  4. Vandal
  5. Destructive Element
DURATA: 22:38
 

Gli Anoice non saranno la band più conosciuta proveniente dal Giappone, ma la loro storia inizia più di dieci anni fa e il numero di album e di progetti collaterali non è affatto di poco conto; senza tralasciare i lavori eseguiti per grandi nomi al di fuori della scena musicale, tra i quali citerei Armani e Studio Ghibli. Questo EP è la loro seconda uscita del 2015 ed è stata descritta come la più tranquilla della loro carriera.

C'è da dire che il loro stile non è mai stato realmente aggressivo, specialmente per gli standard di un genere in buona parte atmosferico come il Post-Rock: l'influenza Ambient e ancora di più quella della Musica Classica hanno sempre rivestito un ruolo rilevante e in questo disco raggiungono l'apice della loro importanza, lasciando uno spazio minimale al basso e alla batteria, sostanzialmente nullo alla chitarra elettrica. Le cinque tracce danno infatti vita a quella che dalla band è stata definita «follia nascosta nel silenzio», una tranquillità solo formale che cela una tensione di fondo espressa in diverse modalità. "A Wind From The Sea" apre le danze con malinconiche note di pianoforte che ben presto si arricchiscono di nervosismo, generando sensazioni poco rassicuranti, ma questa inquietudine svanisce proprio come il vento: poco alla volta e lasciando un silenzio che non porta nessun tipo di sollievo. Si continua con "Syrinx", traccia il cui titolo può assumere diversi significati, che tuttavia riconduce costantemente all'idea di una cavità: il minimalismo dei sintetizzatori sembra infatti voler ricreare il freddo e il buio di una caverna, una solitudine che fa addirittura pensare di essere finiti su un altro pianeta decisamente più lontano dal nostro Sole.

Le successive "Woodland Fairies" e "Vandal" sono due ri-arrangiamenti, rispettivamente di un brano creato per il cortometraggio "Li.Li.Ta.Al" e di "Tempest", tratto dal recente "Into The Shadows". Il primo è il pezzo più lungo del lotto e viene introdotto ancora una volta dal pianoforte, in questo caso molto più tranquillo e accompagnato da rumori di sottofondo che creano un'atmosfera rilassante; a metà le cose cambiano improvvisamente con l'entrata di una viola irrequieta che accelera i tempi e dona un'energia quasi tragica alla musica, per poi sfociare in un rallentamento malinconico verso la fine. "Vandal" suona invece completamente diversa dall'originale: le melodie degli strumenti classici sono state sostituite da un sintetizzatore gelido e schizofrenico, dai suoni vagamente lo-fi e dalle tendenze quasi Drone. La conclusione spetta alla struggente "Destructive Element", in cui il pianoforte riveste ancora il ruolo di protagonista, chiudendo l'album tra lacrime e malinconia.

"No Room Here" non è certamente il lavoro più rappresentativo degli Anoice, ma in poco più di venti minuti potrà darvi un'idea del loro stile e di una buona parte delle loro varie sfaccettature. Se siete alla ricerca di qualcosa che unisca il classico e il moderno, la risposta potrebbe risiedere in Giappone; sulla pagina Bandcamp della loro etichetta è comunque disponibile lo streaming dell'intero disco, per cui non avrete bisogno di andare di persona a Tokyo.

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