ASTRAL WINTER – Forest Of Silence

 
Gruppo: Astral Winter
Titolo: Forest Of Silence
Anno: 2016
Provenienza: Australia
Etichetta: Immortal Frost Productions
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TRACKLIST

  1. Pathway To The Ancient Forest When Moonlight Evokes The Frozen Nights
  2. As I Embrace The Winter Winds
  3. Defenders Of The Astral Kingdom (Part II)
  4. The Summoning Of Arcane Magic
  5. Within The Frozen Streams Of Time
  6. The Palace Of The Prophets
DURATA: 70:32
 

Delle qualità di Josh Young abbiamo già parlato, sia negli Atra Vetosus che con il suo progetto personalissimo Astral Winter. A tre anni e mezzo dall'acustico "Perdition", rieccolo uscire allo scoperto con un imponente disco black metal in tutto e per tutto, ancorché molto melodico. Proseguendo coerentemente lungo il proprio percorso, il Nostro è anche questa volta unico autore, esecutore e produttore di tutto ciò che "Forest Of Silence" contiene, mentre le sole e uniche incursioni esterne sono alcune seconde voci sparse qua e là (tra cui un contributo di Josh Gee, già compagno di Young negli Atra Vetosus) e l'illustrazione a cura di Brutal Disorder Logos, già autore di entrambe le precedenti.

Entrando nel merito del terzo lavoro di Astral Winter, una cosa balza subito in evidenza: l'enorme contrasto tra la produzione non sempre all'altezza e la fenomenale bravura di Young come compositore ed esecutore. Per quanto debitore della scena scandinava, in particolare della scena svedese spesso ingiustamente dimenticata (Dawn, Vinterland, Mörk Gryning, Noctes, eccetera), l'Australiano ha conosciuto questa musica per vie traverse e l'ha metabolizzata al sole del Nuovissimo Continente, il che gli ha permesso di rielaborare con grande personalità questi spunti e costruire un disco ispirato, elaborato, bello. Le canzoni, esattamente come per i nomi accennati poco sopra, sono tendenzialmente lunghe, spesso intorno ai dieci minuti ciascuna, ma all'interno di ognuna di esse c'è davvero tutto ciò che serve: ariose aperture melodiche, accelerazioni furibonde, moltissime tastiere a fare da trait d'union tra un elemento e l'altro, e — inaspettatamente — addirittura dei veri e propri assoli ("As I Embrace The Winter Winds"). Tutto riporta alla seconda metà degli anni Novanta, ma con gusto.

Certo, non siamo purtroppo alle prese con un capolavoro, poiché come detto i suoni non riescono a dare il giusto spessore agli strumenti, a tratti appiattendo ingiustamente soprattutto le chitarre; vero, il marchio di fabbrica di Astral Winter sono le tastiere, ma qui dentro ci sono dei riff che meriterebbero ben altro trattamento. Su tutto, poi, svetta la mancanza di un batterista: la drum-machine in "Forest Of Silence" è davvero troppo finta, e una proposta altamente drammatica è azzoppata da bpm sintetici a tratti veramente orrendi ("Defenders Of The Astral Kingdom"). Di nuovo, un gran peccato, perché se nonostante questi due enormi difetti "Forest Of Silence" riesce a essere un bel disco per tutti i suoi settanta minuti, senza di essi sarebbe probabilmente il figlio illegittimo dei mai dimenticati "Slaughtersun" o "Welcome My Last Chapter". Un capolavoro mancato.

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