BENIGHTED IN SODOM – Reverse Baptism

BENIGHTED IN SODOM – Reverse Baptism

 
Gruppo: Benighted In Sodom
Titolo:  Reverse Baptism
Anno: 2011
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: BadMoodMan Music
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TRACKLIST

  1. Sweetness Depraved
  2. Chains Of Bliss
  3. Try To Forget Us
  4. Flauros
  5. Ocean I
  6. Ocean II
  7. Reverse Baptism
DURATA: 59:22
 

Ho già incrociato parecchie volte la creatura di Matron Thorn e l'ho sempre ritenuta un progetto per onanisti del genere, una di quelle band che ti ascolti una volta l'anno e poi posi perché in giro c'è tanto di meglio. Probabilmente il trend del depressive mi ha eccessivamente urtato, sarà che dopo anni la mia convinzione che uno non possa far uscire duemila lavori in cinque anni, sapendo che più di un sottobicchiere o poggialibro scapperà fuori, di sicuro è rimasta tale, fatto sta che mi son messo all'ascolto di questo "Reverse Baptism" con lo stesso animo delle altre volte, non aspettandomi nulla in partenza per non rimanerne deluso e rovinare il tutto sin da subito.

È l'ennesimo viaggio all'interno della sofferenza, le atmosfere sono sì cupe come in passato ma la visione black sembra si stia spostando sempre più verso lidi tendenzialmente doomici anni Novanta, le cadenze, il suono delle sette tracce racchiuse nel nuovo capitolo attingono da un panorama vicino per alcuni versi allo stile funeral, sono presenti le ridondanze, i riff ciclici, quell'aura che copre una gamma cromatica che va dal grigio obliante al nero, apice della perdizione, aspetti che appaiono più evidenti nel momento in cui le chitarre si rilassano e la voce diviene un semplice contorno annullando quasi la matrice black della prova.

Solitamente dopo un paio di giri nello stereo la noia mi assaliva, il mood frequentemente compatto, monotono e a dir la verità anche poco interessante in più di un'occasione mi spingeva a premere il tasto per buttar fuori il cd, nell'ultimo biennio però sembra che qualcosa sia cambiato, soprattutto nell'incidenza ambientale della musica dei Benighted In Sodom. È questo ciò che rende piacevole il passaggio on air di "Reverse Baptism", per quanto sia minima c'è una sorta di evoluzione di tale aspetto facendo sì che le canzoni assumano una connotazione definita non limitandosi alla solita nenia devastante. È finalmente equilibrato il rapporto fra decadenza espressa e qualità della prova, certo fra due mesi con la pubblicazione di un altro disco potrei essere smentito ricevendo un piattello adatto solo per i campi da tiro.

Il rischio con questi artisti si nasconde dietro l'angolo, dico solo che un'ora in compagnia di Matron Thorn, che nel migliore dei casi avrebbe ucciso un toro vigoroso dopo due episodi, è stata stavolta un gradito ascolto, soprattutto pezzi come "Chains Of Bliss", le due parti di cui è composta "Ocean" e la titletrack strumentale possiedono un buona dose di fascino e per giungere alla fine non ho avuto bisogno di rendere frammentario il percorso, altro segno positivo.

"Reverse In Baptism" è comunque un album che solo la ristretta cerchia di fruitori abituali del genere riuscirà magari ad apprezzare in toto, un only for fanatics, consiglierei però di provarlo anche a chi è abituato ad avere in playlist uscite di stampo doom-estremo, qualche piacevole dettaglio potrebbe attrarre il vostro interesse.

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