ICED EARTH – Festivals Of The Wicked

 
Gruppo: Iced Earth
Titolo: Festivals Of The Wicked
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Century Media Records
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TRACKLIST

  1. Dark Saga
  2. Vengeance Is Mine
  3. Burning Times
  4. Declaration Day
  5. Prophecy
  6. Birth Of The Wicked
  7. The Coming Curse
  8. Ten Thousand Strong
  9. Travel In Stygian
  10. Dracula
  11. A Question Of Heaven
  12. Iced Earth
DURATA: 66:00
 

Quando un gruppo che è stato tacciato di poca varietà musicale partorisce un triplo live come "Alive In Athens", c'è poco che si possa fare per replicare la possanza dell'esecuzione. È vero, gli Iced Earth non saranno il migliore esempio di genialità compositiva e l'abbiamo notato con tutta la produzione finale con Barlow, ma la performance degli americani registrata in Grecia, oltre a essere un mattone musicale di notevole spessore, è sicuramente una prova da ricordare per precisione e qualità. Parlare quindi di un altro concerto degli Iced è molto arduo, perché è facile cadere nella tentazione di paragonare i due prodotti.

Nella sua somiglianza, però, questo disco (pubblicato anche sotto forma di DVD) funge quasi da confronto fra i due cantanti che si sono alternati prima dell'arrivo del nuovo Stu Block: il sommo Matt Barlow, volto e voce storica del gruppo di Schaffer, e Tim "Gallinella" Owens, ex frontman dei Judas Piest, dalla quale icona non solo ha preso la tamarragine, ma anche i notevoli acuti spacca-orecchie. Il disco è composto da dodici tracce che attraversano un po' tutta la carriera della band e accavalla i due cantanti con esibizioni registrare tra il 2007 e il 2008: una sorta di sveltina sulla carriera degli Iced Earth, anche se, tra scaletta e resa, ci si poteva aspettare di meglio. Per la prima è molto semplice: più della metà dei brani eseguiti da Barlow (i due terzi di "Festivals Of The Wicked") li avevamo già assaporati e gustati al tempo del triplo ellenico. Buona l'idea di inserire "Declaration Day" e la struggente "Dracula" (il vero e unico picco di tutto l'album), tuttavia — pur avendo poca scelta — una migliore selezione avrebbe donato una parvenza di motivo per avvicinarsi a questo concerto dal vivo.

Parlando di performance, invece, se da un lato siamo portati ad ascoltare un Barlow parzialmente invecchiato, che spara ancora le sue cartucce con i pezzi più sostenuti ("Vengeance Is Mine" e "Travel In Stygian"), dall'altro non solo c'è uno Schaffer che comincia ad accusare i colpi, ma anche una prestazione di Owens assolutamente non all'altezza. Non voglio essere frainteso però: Owens ce la mette tutta, e lo si sente in "Ten Thousand Strong" (che ricordiamo è stato composto durante il suo periodo negli Iced), eppure invano cerca di adattarsi alle tonalità del trittico finale di "Something Wicked This Way Comes". È indubbio che la scrittura di Schaffer sia stata influenzata dal rapporto tra la profondità e le ottave raggiungibili da Owens, ma — proprio per il punto prima discusso — una scelta poco lungimirante lo ha esposto eccessivamente, quando probabilmente ne avrebbe guadagnato con brani più vecchi; magari presi anche da "The Dark Saga".

Insomma, "Festivals Of The Wicked" è un disco potenzialmente concepito per i fan, che però gli stessi probabilmente ascolterebbero due volte per poi dimenticarlo. Il tutto senza considerare l'incredibile "Alive In Athens".

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