KLLU – Upsidedown Crossroads

 
Gruppo: KLLU
Titolo: Upsidedown Crossroads
Anno: 2011
Ristampa: 2017
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Hohlraum Records
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TRACKLIST

  1. Approach
  2. Dead, Like Me
  3. Keep Us Forever
  4. Beliefs In Hate
  5. Impossibile Dark
DURATA: 30:23
 

Il Male può assumere diverse forme: i Drug Honkey sono indubbiamente una di queste, come il collega Mourning da tempo afferma. Oggi conosceremo un'entità altrettanto malevola, nata dalle menti di due membri fondatori del gruppo di Chicago.

I KLLU sono un progetto di Paul Gillis e Adam Smith, rispettivamente cantante e batterista nella band principale, dove entrambi lavorano o hanno lavorato anche a sintetizzatori, programmazione e campionamenti. Proprio questi elementi vengono approfonditi in "Upsidedown Crossroads", album pubblicato inizialmente nel 2011 e ristampato poi lo scorso anno.

I cinque brani dell'opera si muovono in territori elettronici, in particolare intorno a stili quali Dub(step), Illbient e Downtempo. Le coordinate stilistiche e le fonti di ispirazione del disco risultano ancora più evidenti quando si nota che tra gli ospiti figura Eraldo Bernocchi, passato sul nostro sito grazie al progetto Blackwood e mente del progetto Simm, in qualche modo accostabile ai KLLU; inoltre, un certo Justin K. Broadrick ha dato al duo il permesso di campionare "Life Is Easy" dei Godflesh il cui feedback è presente in "Keep Us Forever".

È un sound denso, cupo e lisergico, fatto di suoni distorti dai connotati talvolta industriali o robotici, dove l'abisso scavato dai bassi viene riempito solo da atmosfere plumbee e malsane allucinazioni. Illusioni spettrali dalle sembianze metalliche prendono forma nell'effettistica di "Approach" e — traccia dopo traccia — accompagnano la discesa verso il fondo di questo baratro che si manifesta nell'incubo sonoro intitolato "Impossible Dark"; i beat meccanici e minimalisti presenti fino a quel momento svaniscono del tutto per lasciare spazio solo a un'oscurità glitchata e opprimente.

I brani rielaborano di volta in volta gli ingredienti: i ritmi, ad esempio, passano da quelli quasi Hip-Hop di "Keep Us Forever" a quelli soffocanti di "Beliefs in Hate", resa ancora più distruttiva dal terrorismo sonoro messo in atto dal basso sintetico; pur rallentando in maniera simile, "Dead, Like Me" suona invece più ariosa — per quanto l'ossigeno presente in questa mezz'ora di musica non sia mai a livelli umanamente accettabili — e, in questo caso, il basso preferisce lanciare sferzate mirate, piuttosto che travolgere qualsiasi cosa indistintamente. Infine, gli ospiti Bernocchi e Mark Piotrowski impreziosiscono diverse tracce con chitarre, pianoforte e campionamenti, contribuendo in maniera non indifferente a caratterizzare un pezzo come "Approach".

Che siate già a conoscenza del Male ricreato dai Drug Honkey, che siate più avvezzi alle creature dei personaggi citati nell'articolo (o che siate semplicemente incuriositi dagli incubi di natura elettronica), "Upsidedown Crossroads" sarà un ottimo modo per soddisfare i vostri desideri; va da sé che — perché l'affermazione precedente sia vera — i vostri desideri dovranno essere abbastanza malsani, ma se seguite Aristocrazia questo non dovrebbe essere un problema.

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