OLD FOREST – Black Forest Of Eternal Doom

Gruppo:Old Forest
Titolo:Black Forest Of Eternal Doom
Anno:2019
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Dusktone
Contatti:Facebook  Spotify
TRACKLIST

  1. Subterranean Soul
  2. Wastelands Of Dejection
  3. Black Forests Of Eternal Doom
  4. Shroud Of My Dreams
  5. A Spell Upon Thee
  6. Hang’ed Man
DURATA:45:02

Gli Old Forest emergono sul finire degli anni ‘90 quando il black metal stava cominciando a evolversi, esplorando nuove vie e soluzioni rispetto a quelle che lo avevano caratterizzato fino ad allora. Into The Old Forest, il quasi omonimo esordio del 1999, vide però la formazione inglese ancora alla prese con uno stile assolutamente fedele alla formula originaria impartita da Emperor, Darkthrone e affini. Album onesto e ben scritto il cui seguito si fece attendere quasi dieci anni. Un lungo periodo di pausa conclusosi solo nel 2008, momento a partire dal quale i Nostri hanno cominciato a rilasciare materiale con una certa regolarità. Il più vicino a noi cronologicamente è Dagian, uscito nel 2015 sotto l’egida della nostrana Avantgarde e che sposta le coordinate verso un atmospheric black metal con ampie parentesi a cavallo tra doom e ambient.

Con Black Forest Of Eternal Doom il discorso viene ripreso e portato avanti, accentuando la componente più epica che in diversi frangenti fa tornare alla mente gli ultimi In The Woods…, formazione nella quale, tra l’altro, militano sia Kobro che Kobold. Gli Old Forest sono, però, più cupi nei toni e diretti nell’approccio, fattori che a ogni modo non inficiano la dinamicità dei brani della loro quinta prova in studio. Seppur presenti accelerazioni di chiara derivazione black metal, nel corso dell’album a essere privilegiati sono i ritmi lenti e dilatati, frangenti nei quali il trio britannico si trova evidentemente a proprio agio. L’efficace alternanza tra atmosfere ai limiti del doom e momenti più solenni mette poi in luce la maggiore maturità acquisita nel trovare il giusto bilanciamento tra le due nature, senza scadere in cliché o inutili divagazioni. In questo senso la prestazione dietro al microfono di Kobold contribuisce in modo determinante al risultato finale, grazie alla sua capacità di adattare efficacemente il timbro vocale a seconda delle occasioni: dall’aggressivo scream utilizzato nell’apertura “Subterranean Soul” ai caldi ed evocativi toni che caratterizzano la title track, brano che a mio modo di vedere racchiude l’essenza degli Old Forest del 2019.

Abbastanza diretta da colpire al primo ascolto e complessa quanto basta da non spingere l’appassionato a riporre il disco sulla scaffale dopo pochi passaggi, insufficienti a svelare tutte le sfaccettature e i particolari meno immediati presenti nei 45 minuti di musica che compongono l’album. Questa è la formazione inglese di Black Forest Of Eternal Doom, inquadrabile come un ideale punto d’incontro tra il predecessore e le ultime uscite dei cugini In The Woods…. Il quinto capitolo in carriera è una prova convincente che, pur in continuità con Dagian, mette in luce una crescita significativa sia negli arrangiamenti che nella ricerca di soluzioni non scontate in fase compositiva. Infine, un plauso alla Dusktone che ha scommesso e investito sul progetto, curando alcune edizioni in tiratura limitata decisamente interessanti per i cultori del genere.

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