XAON – The Drift

 
Gruppo: Xaon
Titolo: The Drift
Anno: 2017
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST

  1. Terra Incognita
  2. On The Nature Of Flights
  3. Khadath Al Khold
  4. Frozen Shroud
  5. Zarathustra
  6. Broken Anchor
  7. I Writ My Hopes (Into These Streams)
  8. The Wounded Gods
DURATA: 42:20
 

Il percorso musicale degli Xaon di Sion (Svizzera) comincia nel 2014 con l'EP "Face Of Balaam", dotato di sonorità di stampo melodic death metal. Il 15 maggio di quest'anno segna, invece, il traguardo del primo album, pubblicato in casa Sliptrick e intitolato "The Drift". Già dalla prima traccia è evidente che gli Svizzeri abbiano deciso di intraprendere una strada symphonic death metal più estrema, sperimentale e fortemente influenzata da gruppi quali Enslaved o Borknagar: il risultato è un disco omogeneo, lineare, che non presenta cambi drastici e le cui intenzioni appaiono chiare fin da subito, ma che allo stesso tempo è capace di sorprendere con intermezzi inaspettati.

I punti di forza di "The Drift" sono senza alcun dubbio il massiccio uso di orchestrazioni e l'alternanza di growl e voce melodica (soprattutto quest'ultima) da parte del cantante Rob. Il primo brano, "Terra Incognita", ci accoglie con scale dal gusto orientale e cori maschili che lo rendono maestoso e ricco di spessore, soprattutto grazie alla linea vocale scelta nel ritornello. Nonostante la fortissima componente death metal, la violenza e la velocità della batteria, l'elemento che cattura maggiormente l'ascoltatore è, a mio parere, proprio quello melodico, sempre capace di ergersi a protagonista indiscusso, anche per via dello splendido timbro del cantante.

Bella la coda finale di "On The Nature Of Flights", brano in cui tra le altre cose scopriamo che il melodic death metal degli esordi non è scomparso del tutto; nel ritornello ho notato intermezzi molto sullo stile Dark Tranquillity di "Fiction". Caratteristiche simili le ritroviamo nel lungo e articolato bridge centrale di "Frozen Shroud", mentre di "Zarathustra" va assolutamente menzionato, oltre all'intro scandita dal ticchettio di un orologio e il leggerissimo tocco di un pianoforte, il breve ma intenso intervento prog (ebbene sì, prog!) inserito nella parte centrale. Il pezzo in sé resta di altissimo livello in ogni caso, oltre a presentarsi come il più completo e, azzarderei, maturo dell'intero disco.

"I Writ My Hopes (Into These Streams)" ci sorprende con interventi e con una scelta di suoni dal sapore gothic rock; la successiva ― e ultima ― "The Wounded Gods" arriva a sfociare perfino in un bel doom sinfonico. La cosa interessante di "The Drift", comunque, è che è capace di inserire influenze che indubbiamente divergono dal symphonic death metal di base, senza che ciò vada a intaccarne il fulcro: si dimostra, in altre parole, in grado di mantenersi coerente e offre all'ascoltatore un'omogeneità complessiva che mai diverge dal percorso intrapreso in partenza.

Il primo album degli Xaon si rivela, a conti fatti, un prodotto davvero ottimo sotto tutti i punti di vista, specialmente ― sono costretta a ripetermi ― quello vocale. Le orchestrazioni presentano sfumature molteplici e si addentrano nei territori musicali più vari e l'ascoltatore non può non notarlo, tutto si incastra all'interno di un ingranaggio le cui componenti si compenetrano praticamente alla perfezione. In definitiva, un'ottima prima prova.

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