1349 - The Infernal Pathway

1349 – The Infernal Pathway

Gruppo:1349
Titolo:The Infernal Pathway
Anno:2019
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Season Of Mist
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TRACKLIST

  1. Abyssos Antithesis
  2. Through Eyes Of Stone
  3. Tunnel Of Set VIII
  4. Enter Cold Void Dreaming
  5. Towers Upon Towers
  6. Tunnel Of Set IX
  7. Deeper Still
  8. Striding Ther Chasm
  9. Dødskamp
  10. Tunnel Of Set X
  11. Stand Tall In Fire
DURATA:44:02

Preceduto da due EP (il secondo dei quali dalla durata veramente irrisoria), il nuovo album dei 1349, ormai saldamente tra i nomi storici del black metal post-2000, continua nella direzione imboccata dopo lo spartiacque rappresentato da Revelations Of The Black Flame (Cadlelight Records, 2009), lavoro che con le sue venature pseudo-sperimentali tentava, senza riuscirci, di inseguire i trend dell’epoca. The Infernal Pathway si spinge senza paura in territori sempre più thrash, come anche Demonoir e il più riuscito Massive Cauldron Of Chaos, entrambi usciti su Indie Recordings rispettivamente nel 2010 e nel 2014.

C’è chi vede in quest’ultima fatica del combo norvegese un’ispirazione pari a quella del blasonatissimo (pure troppo, se permettete) Hellfire; ebbene, mi sento di dire che chiunque sia, si sbaglia. Posto il livello di cura con cui questo lavoro è stato prodotto e l’assoluta padronanza tecnica dei Nostri e di Frost in particolare, la scrittura rimane un tasto più o meno dolente. Archaon sembra avvitarsi un po’ su se stesso, e a volte scade in una ripetitività che balza facilmente alle orecchie pure dopo un solo ascolto semi-distratto (prendete “Abyssos Antithesis” e “Striding The Chasm” e ditemi che non vi sembrano la stessa canzone), ma ha il buon gusto — o piuttosto la furbizia — di mascherare queste lacune bilanciando la tracklist con pezzi dal tiro più deciso e ispirato (“Enter Cold Void Dreaming” e “Deeper Still”, per citarne un paio). Ma c’è anche un altro aspetto, una scelta stilistica — di testardaggine, aggiungerei — con cui i 1349 si complicano inutilmente la vita: quelle parentesi dark ambient con scarso capo e alcuna coda chiamate “Tunnel Of Set” che spezzano il ritmo di un disco altrimenti massiccio e incazzoso; la funzione musicale di questi intermezzi è nulla quando non è controproducente, se ce ne sia una esoterica non ci è dato saperlo. Peccato perché poi, in chiusura, il quartetto di Oslo piazza una sassata micidiale che ci finisce dritta in mezzo agli occhi: “Stand Tall In Fire” è un inno black metal da imparare a memoria e da recitare, magari per affrontare le giornate col piglio giusto di chi respira malignità e suda facepainting.

Sarebbe bello (e quindi bruttissimo), se i 1349 partorissero sempre dischi senza orpelli inutili e posticci, qualcosa sulla falsariga dei primi album o di quel Massive Cauldron Of Chaos che a oggi rimane comunque il loro lavoro migliore dopo la sciagura modaiola del 2009. Promossi con debito.

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