Birdflesh - All The Miseries

BIRDFLESH – All The Miseries

Gruppo: Birdflesh
Titolo: All The Miseries
Anno: 2021
Provenienza: Svezia
Etichetta: Everlasting Spew Records
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TRACKLIST

  1. Gore Ensemble
  2. High On Carnage
  3. Radioactive Madness
  4. The Head Of A Skull
  5. Spinebreaker
  6. People Of The Leprosy
  7. Slaughterchild
  8. Dying After Midnight
  9. Pissboy
  10. Kickstart My Ass
  11. Sayonara Sensei
  12. Inked Deth
  13. Hell Satan Bro Stalker
  14. Crazy Nights [live]
  15. Countless Mayhem [live]
  16. Milkshake Is Nice [live]
  17. Alive Autopsy [live]
  18. Caligoulash [live]
  19. Teenage Mutilator [live]
  20. Gut To Kill [live]
  21. Victim Of The Cat [live]
  22. Anal Misery [live]
  23. The Flying Penis [live]
  24. Coffinfucker [live]
DURATA: 26:55

Quello dei Birdflesh è un nome di un certo peso all’interno della scena grindcore e non potrebbe essere altrimenti vista la storia e la longevità del progetto. Nati nel 1992 a Växjö, Svezia meridionale, nei loro quasi trent’anni di ininterrotta attività i Nostri hanno incarnato l’aspetto più scanzonato e (auto)ironico del grind, ponendosi al di fuori di quella dicotomia che sembra dividere il genere tra l’impegno politico e la critica sociale da una parte e l’ossessione per il gore e i fluidi corporei dall’altra.

Pubblicato a maggio di quest’anno, All The Miseries è l’ultimo tassello di una corposa discografia che conta cinque album, due live e una ventina abbondante di uscite minori tra EP, demo e split. Rilasciato dalla nostrana Everlasting Spew Records, che ha curato anche l’uscita del precedente Extreme Graveyard Tornado nel 2019, il disco si compone di tredici brani inediti con l’aggiunta di ben undici tracce registrate in presa diretta a titolo di bonus.

Sin dall’artwork della copertina, un collage che sembra parodiare quello di decine di dischi gore-grind e death metal a partire da Reek Of Putrefaction dei Carcass, si intuisce che i Birdflesh non hanno perso un solo briciolo della propria verve ironica. Lo stesso si può dire anche del contenuto di All The Miseries, che non si allontana da ciò a cui i tre svedesi ci hanno abituato nel corso degli anni. Il loro grindcore rimane fortemente orientato verso il thrashcore, le cui sonorità emergono prepotentemente nel brano di apertura “Gore Ensemble”, pur non mancando rapide puntate verso altri lidi musicali. Due buoni esempi possono essere “Spinebreaker”, quindici secondi di power pop parodistico accompagnati da un testo a dir poco demenziale, oppure la punkeggiante “Hell Satan Bro Stalker”.

Riguardo le undici tracce live, sono state registrate durante un concerto in Belgio in cui i Nostri hanno diviso il palco con Rectal Smegma e Cattle Decapitation. La qualità audio risulta piuttosto artigianale e probabilmente qualcuno storcerà il naso all’ascolto, ma al sottoscritto ha ricordato l’infinità di concerti underground visti in gioventù. Il vero valore aggiunto di questi brani risiede nella scaletta, che contiene alcuni dei titoli più iconici della formazione svedese, a partire da “Alive Autopsy”, dall’omonimo album di debutto, passando per “Gut To Kill” e “Coffinfucker”. Dopo oltre un anno senza esibizioni dal vivo, ammetto di aver apprezzato moltissimo la scelta di inserire questa registrazione all’interno del disco.

Con questo doppio EP i Birdflesh dimostrano ancora una volta di trovarsi perfettamente a loro agio con il proprio sound, senza avvertire la necessità di introdurre nuovi elementi o di lanciarsi in spericolate sperimentazioni musicali. All The Miseries è un lavoro che senza dubbio funziona, anche grazie alla durata dei singoli pezzi che raramente sfora il minuto, regalando all’ascoltatore poco più di ventincinque minuti di pura energia e divertimento.