DRUADAN FOREST – The Lost Dimension

 
Gruppo: Druadan Forest
Titolo: The Lost Dimension
Anno: 2017
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Wolfspell Records
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TRACKLIST

  1. Intro – Dreams Upon A Crimson Dawn
  2. The Shadowborn
  3. Quiet Reveries In Endless Sleep
  4. Dragons Of Forgotten Times
  5. Beyond The Sun, Beyond The Moon
  6. Plaintive Winds Swept Through Forgotten Battlefields
DURATA: 38:00
 

La cornice fantasy è stata utilizzata in eterogenee declinazioni da numerose formazioni che, riprendendo le vicende narrate in saghe o racconti più o meno ispirati, si sono cimentate nel non semplice mestiere di tramutare in suono ciò che l'autore in principio aveva immortalato con l'ausilio del tratto scritto. Tra quelli che con più maestria hanno assolto tale compito nel nostro ambito, oltre agli ormai famosi Summoning, si possono citare gruppi che anche in tempi più recenti hanno dato il loro contributo alla causa come Caladan Brood o i nostrani Emyn Muil. A questi nomi punta ad aggiungersi ora Druadan Forest, creatura nata dalla volontà del polistrumentista finlandese V-Khaoz, che arriva alla seconda fatica discografica in venti anni di attività con "The Lost Dimension".

Dopo alcuni demo pubblicati sul volgere del secolo scorso, nel 2016 si ripresenta al pubblico con il primo album "The Loremasters Time" e contribuisce alla compilation-tributo ai Summoning intitolata "In Mordor Where The Shadows Are" con la cover di "Beyond Bloodred Horizons". Oltre a una indubbia dedizione verso i maestri dell'atmospheric black metal austriaci, V-Khaoz non pone il velo nemmeno sull'amore provato verso le medesime tematiche. Lungo tutti i quasi quaranta minuti che compongono questo album si respira infatti l'atmosfera magica che solo pochi contesti letterari come la Terra di Mezzo sono stati in grado di regalare.

Bastano pochi secondi dell'iniziale "Dreams Upon A Crimson Dawn" per essere catapultati in un mondo altro, dove i limiti di ciò che consideriamo reale vengono stravolti da forze che sfuggono al nostro controllo. Saremo lusingati e, in breve, inconsapevolmente rapiti da un intreccio di soavi note e magia che ci trasporteranno in un elisio artificiale. Nella successiva "The Shadowborn" fanno il loro esordio anche la chitarra distorta e la voce dell'artista, mentre i ritmi cadenzati e gli epici arrangiamenti si dimostrano caratteristiche vincenti di tutti i brani. L'indubbio gusto per la melodia si riconferma difatti nella successiva "Quiet Reveries In Endless Sleep", dove una suadente linea di piano ci accompagna lungo tutto l'incidere del pezzo. La componente black metal, pur presente in diversi frangenti, è relegata in secondo piano a favore dell'armonia generale creata dalle orchestrazioni, sapientemente dosate dall'autore.

A differenza di quanto proposto da molti gruppi affini, nelle composizioni si respira costantemente una vena positiva che predilige melodie ariose e sognanti, come se lo scream di V-Khaoz e il riffing zanzaroso delle chitarre fossero solo la manifestazione di un'entità negativa che non prende mai il sopravvento. La ricerca di soluzioni sempre diverse, come l'introduzione di sezioni narrate o corali in "Beyond The Sun, Beyond The Moon", permette all'album di non risultare ripetitivo o scontato neppure dopo diversi ascolti.

Pur non disponendo di un budget assimilabile a quello di gruppi ben più noti, la resa sonora del lavoro risulta comunque degna di lode; le varie componenti si amalgamano in modo naturale ed equilibrato, senza sovrastarsi a vicenda. Se la fascinazione, come ci ricorda Ficino, passa soprattutto per il tramite degli occhi, è allora doveroso segnalare l'elegante digipak nel quale il disco viene venduto. Una copertina di sicuro impatto scenico e un libretto con effetto carta antica, impreziosito da disegni a matita, contribuiscono infine a immergere l'ascoltatore nell'universo narrativo che V-Khaoz ha voluto ricreare per noi.

La pecca che a mio parere è imputabile a "The Lost Dimension" è il modesto minutaggio che pare interrompere a metà il viaggio intrapreso, lasciando quasi l'amaro in bocca. Per il resto non posso che consigliarvi di stappare una buona birra d'annata e lasciarvi cullare dalle note che risuoneranno nell'aria.

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