DUNKELNACHT – Empires Of Mediocracy

Gruppo:Dunkelnacht
Titolo:Empires Of Mediocracy
Anno:2019
Provenienza:Francia
Etichetta:Non Serviam Records
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TRACKLIST

  1. Relentless Compendium
  2. Servants
  3. Eerie Horrendous Obsession
  4. Amongst The Remnants Of Liberty
  5. Verses And Allegations
  6. Empires Of Mediocracy
  7. The Necessary Evil
  8. Non Canimus Surdis
DURATA:47:39

Abitudine ormai consolidata, quando mi accingo a recensire un album rivolgo in primis la mia attenzione al libretto, per leggerne i testi e scoprire come e se questi riusciranno a ricollegarsi alle sensazioni che il primo ascolto saprà trasmettermi. In questo caso mi ritrovo però spiazzato, perchè l’unica cosa presente all’interno è una dichiarazione di intenti: «This is an experience. The aim is to categorize human beings»; ad accompagnarla ci sono alcune foto dei componenti del gruppo camuffati con maschere animalesche.

Creatura mutevole i Dunkelnacht. Da progetto dark ambient del solo Heimdall, in quindici anni di militanza sulla scena estrema internazionale i transalpini hanno saputo evolvere componenti, suono e stile, giungendo con Empires Of Mediocracy al traguardo del terzo album in studio. Punti in comune con il precedente Revelatio del 2014 sono presenti,  ma in questa sede la formula viene rielaborata e arricchita, donando maggiore profondità ai brani che risultano meno lineari e con soluzioni compositive inaspettate. Una proposta ormai matura insomma, che giova degli anni di esperienza accumulati e di una vena creativa non scontata. Sotto il profilo stilistico ci troviamo di fronte a un ibrido che, a seconda dei frangenti, strizza l’occhio al death metal tirato e ritualistico dei Behemoth e al più classico black metal scandinavo.

L’esperienza ha inizio con “Relentless Compendium”, brano di impatto che mette subito in luce le qualità in fase compositiva dei francesi, capaci di tessere trame oscure e annichilenti arricchite da una certa dose di armonia, che contribuisce a coinvolgere ancor più l’ascoltatore. Nella successiva “Servants”, oltre agli elementi citati in precedenza, sembrano emergere lontani echi dei primi Amon Amarth in virtù di un suono corposo e riff studiati per colpire orecchie e cuore dell’avventore. A mio avviso è però nella tripletta posta in chiusura, “Non Canimus Surdis” su tutte, che i Nostri riescono a trovare il miglior bilanciamento tra aggressività, non necessariamente legata a un ritmo esasperato, e quelle atmosfere sulfuree tipiche del death metal di scuola polacca.

Senza particolari sbavature sotto il profilo tecnico e caratterizzata da una produzione al passo con i tempi, la terza prova in studio dei Dunkelnacht si dimostra un buon ascolto per tutti gli appassionati del genere. Se l’originalità non può essere citata tra le frecce all’arco di Empires Of Mediocracy, i transalpini hanno comunque dimostrato di conoscere bene la materia, sfornando una prova solida ma — a mio gusto — troppo aderente ai canoni del genere.

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