ESOTERIC – The Maniacal Vale

 
Gruppo: Esoteric
Titolo: The Maniacal Vale
Anno: 2008
Ristampa: 2014
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Aesthetic Death
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TRACKLIST

  1. Circle
  2. Beneath This Face
  3. Quickening
  4. Caucus Of Mind
  5. Silence
  6. The Order Of Destiny
  7. Ignotum Per Ignotius
DURATA: 01:41:49
 

Greg Chandler e soci incantano. Sono anni che li ascolto e continuo a farlo, in quanto realtà unica nel genere. Unica, personale, riconoscibile e potrei usare chissà quanti termini positivi per descrivere una natura doom funerea all'interno della quale il death metal, la psichedelia, il dark ambient e il darkwave trovano lo spazio e il modo di combinarsi in modo esaltante e mai banale, convivendo ed evolvendosi.

Su Aristocrazia sia io ("Subconscious Dissolution Into The Continuum") che Bosj ("Paragon Of Dissonance") avevamo già parlato di loro. Colgo l'occasione per riportarli nuovamente su queste pagine, addentrandomi in "The Maniacal Vale", il loro quinto disco rilasciato nel 2008, anch'esso per Season Of Mist, e successore proprio di "Subconscious Dissolution Into The Continuum".

Pur possedendo una durata che a molti potrà risultare a dir poco eccessiva e dispersiva, oltrepassando l'ora e quaranta minuti, il lavoro in questione ci permette di registrare l'ennesima raffinata evoluzione della composizione, estremamente curata negli arrangiamenti. Anche la produzione è maggiormente definita, in grado di fortificare e impregnare ulteriormente di dolore e amarezza l'immenso muro di suono, generato in maniera splendida da una prestazione emotivamente difficile da esprimere a parole. I pilastri portanti della scaletta sono colossi quali "Circle", "Beneath This Face" e "Ignotum Per Ignotius", mondi diversificati per atmosfera e ritmica, nei quali è possibile riconoscere costantemente il marchio di fabbrica Esoteric.

Con "The Maniacal Vale" ci si perde nei meandri della mente, non trovando più una via di uscita; è un terremoto emotivo che la sconquassa, facendola precipitare in uno stretto baratro, inseguendo il proprio respiro sofferente; è una forma di claustrofobia che ti lacera e toglie voce; una esperienza grigia e mistica, in cui la sofferenza assume connotati epocali. Specialmente se vissuto tramite i caldi solchi di un LP (la versione in mio possesso è quella trivinilica del 2014 di Aesthetic Death), sul lungo andare il disco diviene a dir poco assuefacente. Un gioiello di inestimabile valore pregno di oscurità e tormento invitante, ma decisamente non per tutti.

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