HARMDAUD – Skarvor

Gruppo:Harmdaud
Titolo:Skarvor
Anno:2019
Provenienza:Svezia
Etichetta:Art Gates Records
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TRACKLIST

  1. Kraft
  2. Stöpt
  3. Bränt Till Grund
  4. Skärvor
  5. Koloss
  6. Natten Oss Genomströmmar
  7. Sprickorna I Verkligheten
  8. Näven Kring Min Hals
DURATA:46:46

L’incalzante progresso tecnologico che abbiamo vissuto negli ultimi anni permette ormai a qualunque persona dotata di un minimo di conoscenza dei grimaldelli del mestiere e qualche soldo in tasca di registrare e produrre un album dall’inizio alla fine con risultati notevoli. Farlo però con cognizione di causa e intuizioni davvero meritevoli di attenzione resta comunque impresa che richiede dedizione e talento. In questa sede tratteremo il caso di Andreas Stenlund, musicista svedese che ha deciso di percorrere questa via con il suo progetto solista Harmdaud, termine ripreso dall’antico norvegese e traducibile a grandi linee in morte con sofferenza. Attivo in diversi progetti paralleli e con alle spalle un’esperienza tra il 2001 e il 2002 in sede live a supporto dei Vintersorg, con i quali le connessioni vedremo non essersi interrotte, lo scandinavo si ripresenta ora al pubblico per mezzo della spagnola Art Gates Records.

Come nell’esordio Blinda Dödens Barn del 2017, la produzione di Skarvor è stata affidata alle sapienti mani di Andreas Hedlund, in arte, appunto, Vintersorg. Sotto il profilo musicale, le otto canzoni presenti nell’album colpiscono l’ascoltatore con un black metal diretto ma non confusionario, nel quale influenze che spaziano dal death al doom anni ‘90 si alternano efficacemente, senza apparire forzate o innaturali. Tastiere non invasive e anzi funzionali allo sviluppo dei brani, come pure l’avvicendarsi tra il cavernoso growl di Stenlund e la voce pulita a opera di Hedlund, donano al risultato finale un senso di maestosità decisamente apprezzabile. Passaggi atmosferici e un certo gusto per le melodie avvertibile nell’uso e nel suono delle chitarre rendono poi l’esperienza coinvolgente anche per l’ascoltatore meno avvezzo alle sonorità estreme.

Se in Skarvor le buone idee certo non mancano, dopo qualche ascolto cominciano ad affiorare anche dei difetti. Sezioni alle volte ripetitive ed eccessivamente prolisse generano l’impressione che lo svedese, di tanto in tanto, smarrisca la direzione da seguire, perdendosi in inutili riempitivi che inficiano tiro e intensità dei brani. La produzione affidata a una persona con l’esperienza di Andreas Hedlund aiuta, in questo senso, a nascondere le sbavature più evidenti, anche se in diversi frangenti i suoni risultano fin troppo in stile Vintersorg.

Un artwork ben studiato e l’utilizzo dello svedese per i testi, opera dello stesso Stenlund e del fratello, sottolineano poi l’aspetto evocativo che permea l’intero album. Nonostante la presenza di alcune ingenuità e imperfezioni, Skarvor rappresenta una seconda prova solida, attraverso la quale emergono chiare le qualità e la passione che animano l’autore svedese. Una buona base dalla quale partire per andare alla ricerca della conferma definitiva, che permetta al nome Harmdaud di cominciare a circolare non solo tra i cultori del genere.

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