NEBULA ORIONIS – Starthrone
| Gruppo: | Nebula Orionis |
| Titolo: | Starthrone |
| Anno: | 2019 |
| Provenienza: | Russia |
| Etichetta: | Casus Belli Musica / Beverina Productions |
| Contatti: | ![]() |
TRACKLIST
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| DURATA: | 30:09 |
La Casus Belli Musica ci ha portati molto lontano con le sue pubblicazioni: alla scoperta della magia e del misticismo dell’Europa dell’est e del romanticismo francese, raccontandoci le avventure di guerrieri russi e del folclore della Cantabria. Con l’uscita di Starthrone, però, la collaborazione tra questa etichetta e Beverina Productions ci trasporta oltre questa terra, all’esplorazione dei misteri dello spazio e di quella che, di fatto, è la regione di formazione stellare più vicina al Sistema solare.
Uscito a cinque anni dalla prima pubblicazione sulla lunga distanza del progetto russo, Starthrone è il terzo album di Nebula Orionis, one man band gestita dall’anonimo e semi-sconosciuto M42 — il cui pseudonimo è casualmente un altro dei modi per indicare la nebulosa di cui sopra — e si presenta alle orecchie dell’ascoltatore in maniera decisa e diretta. Niente fronzoli, niente eccessi: mezz’ora di black metal di stampo atmosferico, pieno di tastiere e sintetizzatori e quasi totalmente privo di voci. Perché, in fondo, lo spazio è un luogo vuoto e gelido e Starthrone non vuole affatto provare a riempirlo. Le immagini che richiama alla mente sono magnifiche, ultraterrene e parzialmente oniriche, ma è connaturata in esse anche una profonda malinconia, una freddezza inevitabilmente connessa alla solitudine che può provare un essere umano da solo nello spazio o con se stesso, come scriveva la Dickinson.
Musicalmente situato a metà strada tra l’atmospheric black di stampo ambient del progetto svedese Lustre e quello misto a elettronica e sperimentalismi dei nostrani Progenie Terrestre Pura, lo stile di Nebula Orionis è più asettico di quello dei primi e meno ricercato rispetto ai secondi, ma ciò nonostante ha dalla sua la cosiddetta bellezza della semplicità. Purtroppo per M42, però, il contro di scrivere brani così lineari e disadorni emerge e risulta nella loro parziale mancanza di personalità. Certo, scrivere durante l’estate di un album appositamente pensato per il gelo cosmico di un viaggio interstellare in solitaria non è proprio semplice, tuttavia è anche vero che non si può neppure annoverare Starthrone tra quelle uscite nere capaci di combattere la calura stagionale.
Bocciare Starthrone equivarrebbe a negare le potenzialità di Nebula Orionis, promuoverlo vorrebbe dire giustificarne le pecche a occhi chiusi. In questi casi c’è una sola cosa da fare: si rimanda M42 al prossimo appello, tenendo a mente gli aspetti positivi e negativi di questo album, e si dà anche un ascolto al più recente To Keep The Flame Burning.





