In viaggio con Taur-Im-Duinath dal vuoto cosmico verso casa

In balìa della vita, in viaggio con Taur-Im-Duinath dal vuoto cosmico verso casa

Non mi piace ammetterlo, ma conosco F. da diversi anni e per mia sfortuna — e anche un po’ tua che ti ritrovi qui a leggere — le sue idee in fatto di atmospheric black mi piacciono particolarmente. A pochi giorni dall’uscita de “L’Ultima Neve”, secondo singolo estratto dall’imminente Verso Casa (in arrivo il 13 settembre per Dusktone), quindi, ne ho approfittato per tornare a infastidire quel maledetto che sono felice di poter chiamare amico. Così, nonostante le difficoltà dovute al suo allontanamento dalla terronia, siamo riusciti a imbastire una chiacchierata di presentazione per quello che è il terzo album di casa Taur-Im-Duinath — e, in che realtà, sarebbe potuto essere il secondo…


Maestro, rieccoci! Allora, come vanno le cose per Taur-Im-Duinath?

Ah, che bello tornare qui tra le pagine di Aristocrazia. Taur-Im-Duinath è vivo e vegeto, come non lo è mai stato.

Parlaci un po’ di Verso Casa. Non mentiamo ai lettori e diamogli un po’ di sano gossip: il disco è vecchio. Quanto avrà, ormai, sei o sette anni?

Lungi da me negare il gossip alle accanite schiere dei miei lettori! Invero, i pezzi furono scritti già intorno al 2018/2019, la fase di composizione è terminata poi nel corso del 2020. In effetti, sono passati già sei anni…

Come si è evoluto in questo lungo periodo?

Si tratta, come già detto, di pezzi scritti tempo fa e, quindi, di musica composta da una persona completamente diversa da quella che adesso si sta facendo intervistare. Da un lato ho cercato di mantenere intatto il feeling dei pezzi, così come sono stati scritti allora, dall’altro ho cercato di svecchiare tramite tagli, aggiunte e rimaneggiamenti.

E come mai ha avuto una gestazione così lunga?

La vita si è messa in mezzo, maestro…

Tutto chiaro, non serve aggiungere altro. Del titolo che ci dici, invece? Come mai la scelta di un sobrio e quasi nostalgico Verso Casa?

Anche il titolo era già deciso tempo fa. All’epoca vagavo in lungo e in largo, senza rimanere mai per troppo tempo in un solo posto, sempre grazie alla Vita di cui sopra. Per cui iniziavo a interrogarmi su cosa volesse dire tornare a casa e cosa fosse effettivamente casa. Da questo senso di straniamento è derivata una serie di riflessioni che hanno portato al concept. Verso Casa è da intendersi in senso simbolico e metaforico, come tensione verso una dimensione oltre.

E forse anche un po’ vltra… Ma battute a parte, ora: insomma, alla fine ce l’abbiamo fatta! Il 13 settembre esce questo nuovo capitolo discografico targato Taur. Come ti senti?

Ti amazo. Come mi sento? Fiero, orgoglioso, stanco, carico e ansioso. Non vedo l’ora!

E allora, giusto per cavalcare l’onda dell’ansia. Io vorrei chiederti di eventuali date o tour per presentarlo in giro, ma l’hype è troppo, quindi non ti nascondo la mia vera domanda. Che effetto ti fa presentarlo al Cosmic Void di quest’anno?

Vedere risposta precedente.
 No, sul serio! Dopo cinque anni di inattività live, suonare al Cosmic [con Hetroertzen, Djevel e Arcturus all’O2 Arena di Londra] sarà un’esperienza grandiosa, quasi inverosimile. Presentare poi un album in quel contesto, rende il tutto anche più speciale.

Tra l’altro a Londra suonerai con una formazione d’eccezione, nientepopodimeno che con Paolo Bruno [mente dei Thy Light] a farti da chitarrista! Vecchi amici e nuovi. Com’è andata, sta roba qui?

Conosco Paolo da qualche anno ormai, lui è una delle persone più belle che abbia conosciuto nell’ambiente, è super professionale e un chitarrista eccellente. Quando gli ho proposto di suonare con me, mi ha risposto, lui, che sarebbe stato un onore. Per lui.

Verso Casa esce dritto per dritto su Dusktone, come Del Flusso Eterno. Il mediano The Burning Bridges, invece, l’ha prodotto Giulian (Scuorn) con la sua Cult Of Parthenope: come mai?

Il contratto con Dusktone prevedeva la pubblicazione di due full-length, quindi non EP o altri formati. Siccome The Burning Bridges non è un album, tecnicamente [la prima metà è una rivisitazione della demo di debutto ‘Randir’, mentre la seconda, ‘Bare Boughs’, è un EP neofolk], ho avuto modo di pubblicarlo tramite Cult Of Parthenope.

Non vorrei azzardare discorsi grevi, ma è possibile che il futuro di Taur-Im-Duinath non sia con Dusktone?

Vedremo. Va bene il gossip, ma così i lettori si imbizzarriscono! [risate]

Bene così! Adesso però parliamo dei titoli, maestro, giacché siamo due nerd di merda. Del Flusso Eterno (come anche il nome stesso del progetto) nascondeva molti rimandi alla letteratura tolkieniana, mentre The Burning Bridges strizzava l’occhio a un altro ciclo fantasy, quello del Libro dei Caduti di Malazan — che qualcuno da queste parti forse conoscerà come influenza principale dei Caladan Brood. Qual è il tuo rapporto con la letteratura fantasy e come si interseca con la tua passione per la musica?

La letteratura fantasy ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, motivo per cui farà sempre parte delle mie influenze, dirette e indirette, perché attraverso quelle pagine si vivono tante vite diverse che, in un modo o nell’altro, compenetrano la vita, per così dire, reale. Le influenze di Verso Casa, di rimando, hanno poco o nulla di proveniente dal fantasy. Per i più curiosi, le letture che hanno contribuito alla genesi di questo album sono state: Novalis, Pessoa, Muir, Thoreau, Hesse e altri.

Considerata la lunga e sofferta gestazione di Verso Casa, tocca chiedertelo: hai già del nuovo materiale in lavorazione?

C’è qualcosa che piano piano prende forma, ma ovviamente è presto per parlare di materiale nuovo.

In ultimo, ma mai per importanza, chiudiamola con una riflessione sul conviviale. Stare dietro alle nuove uscite è una mazzata in fronte e i dischi, anche quelli più belli e interessanti, spesso sfuggono al radar e li si recupera mesi dopo la pubblicazione. Dacci qualche titolo, metal o meno che sia, di perle su cui sei fissato al momento. It’s not much, but it’s honest work!

Come sai bene, finisco spesso per chiedere a te consigli su nuove uscite, proprio per i motivi da te citati. Mi risulta davvero difficile stare dietro alle mille uscite giornaliere, con il risultato che non riesco ad ascoltare molto, e molto me lo perdo o ancora dimentico di ascoltarlo. Per il resto, durante le ultime settimane ho ascoltato a ripetizione: i nuovi singoli degli Ulver, fantastici come sempre; il nuovo singolo appena uscito degli Schammasch; un disco post-hardcore (Death Touches Us, From The Moment We Begin To Love dei Departures); un disco che è un mix tra rock, jazz, elettronica e musica orientale (Mahal dei Glass Beams). Inoltre segnalo la pubblicazione — o ripubblicazione — di Todbringerin degli Ellende, altro progetto che rientra tra i miei preferiti in assoluto.


Verso Casa esce il prossimo 13 settembre per Dusktone: preordinalo qui. Segui Taur-Im-Duinath su Facebook e Instagram, oltre che su Spotify e Bandcamp.

F. tornerà dal vivo con Taur-Im-Duinath in occasione del Cosmic Void 2024. Segui tutti gli aggiornamenti ufficiali del festival targato Cult Of Parthenope sui suoi canali ufficiali.