Lunar Tombfields - An Arrow To The Sun | Aristocrazia Webzine

LUNAR TOMBFIELDS – An Arrow To The Sun

Gruppo: Lunar Tombfields
Titolo: An Arrow To The Sun
Anno: 2023
Provenienza: Francia
Etichetta: Les Acteurs De L’Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. An Elegy To The Fog Dancer
  2. Solar Charioteer
  3. Représailles
  4. As Iron Calls, So Pile The Dreams
  5. The Amber Herd
  6. Le Chant Des Tombes
DURATA: 46:08

Tornano i Lunar Tombfields, che a poco più di un anno di distanza dal debutto The Eternal Harvest pubblicano il suo diretto seguito, An Arrow To The Sun. Il percorso di Äzh (batteria e chitarre) e M (chitarra, basso e voce) prosegue senza particolari stravolgimenti — che nessuno si aspettava in un lasso di tempo così breve tra un disco e l’altro — ma con dei precisi accorgimenti stilistici, che rendono il nuovo album più maturo e a fuoco.

I riferimenti dei Lunar Tombfields sono sempre i Wolves In The Throne Room della prima ora e in generale il black metal americano del nordovest, con quell’incedere epico, quell’alternanza tra atmosfera e aggressività, quella roba là insomma che nei boschi dell’Oregon e dello stato di Washington si trova appesa agli alberi. Rispetto al recente passato però i musicisti francesi hanno deciso di accorciare la durata dei brani, quasi di condensarli, e renderli per certi versi più primitivi e aggressivi. Stiamo sempre parlando di brani da sette, otto minuti di durata, non proprio delle hit radiofoniche, ma considerato che The Eternal Harvest aveva quattro tracce da più o meno dodici minuti l’una, il lavoro di sintesi è piuttosto evidente. Questa concentrazione dà la possibilità ai Nostri di dire più cose, dare più varietà e rendere An Arrow To The Sun più avvincente del suo predecessore, che già era un buon lavoro.

L’album è interessante anche dal punto di vista concettuale, poiché il comunicato stampa riporta che «“The Eternal Harvest” (2022) dipingeva una razza umana impotente davanti al corso degli eventi e alla volontà degli dei. “An Arrow To The Sun” (2023) è la risposta di una specie con nulla da perdere, che vuol combattere. (…) I suoni sono più luminosi che in passato, mettendo in luce un picco di speranza e coraggio là dove un rigido fatalismo dominava l’album precedente». A corredo di tutto ciò, nel libretto, ad ogni brano è collegata una citazione dell’Iliade, mentre accanto a ogni testo trova spazio la riproduzione di un bassorilievo cinquecentesco raffigurante una divinità. In copertina invece l’illustrazione è di Sözo Tozö, pittrice francese recentemente vista sui lavori di Heaving Earth e A Pale December.

Pur senza reinventarsi da un disco all’altro, i Lunar Tombfields hanno rifinito il proprio lavoro, migliorando delle già solide basi di partenza e confezionando un album che farà felici tutti gli amanti del black metal atmosferico più asciutto e senza fronzoli.