ISOLATION – Closing A Circle

 
Gruppo: Isolation
Titolo:  Closing A Circle
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: Eisenwald Tonschmiede
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Something And Nothing
  2. Closing A Circle
  3. Never Enough
  4. This Moment
  5. Nomad
  6. One Day
  7. Fan The Flames
  8. There Will Be No Answer
  9. The Wasteland
  10. May You Fare Well
DURATA: 46:02
 

La Germania in ambito Metal è sempre stata una fucina di ottimi talenti. E' il turno questa volta degli Isolation (credo lecito presumere che il monicker sia un tributo ai Joy Division di "Closer"), trio che si cimenta, in questo suo primo full, nel proporre una miscela di Black Metal e Depressive Rock. Nulla di nuovo sotto il sole quindi, considerato lo sciame di progetti nati negli ultimi tempi e volti verso questa direzione, ma è anche vero che in alcuni casi costruzioni di questo tipo possono risultare piacevoli.

Gli Isolation attingono dal pozzo "originale" che diede vita a tale filone adottando la ripetitività degli schemi di Burzum, passando per rimembranze di stampo Forgotten Woods e Joyless e arrivando a soluzioni non troppo lontane dal periodo di transizione dei Katatonia, "Brave Murder Day" e "Sounds Of Decay" per intenderci. Tali influenze si manifestano palesemente in pezzi come la title-track, "This Moment" e "May You Fare Well" che, merito degli ipnotici e riflessivi giri di chitarra e del pulsante incedere del basso, formano un quadro assai intimo e soffuso, in cui le atmosfere ricreate, suggestive e minimali, la fanno da padrone. Un altro elemento fondamentale di "Closing A Circle" sono le sobrie attitudini Post Rock che aleggiano in tracce come "Never Enough", la lunga e toccante strumentale "Nomad" e la più abrasiva e caustica (in relazione al contesto, ovviamente) "Fan The Flames". Certe soluzioni, nei suddetti brani, arrivano ad ottenere addirittura similarità con alcune prerogative degli ormai defunti Isis di "Oceanic", in maniera particolare per il nervosismo latente che si intravede nelle atmosfere e in determinate esposizioni vocali.

A livello strumentale ci troviamo di fronte ad un lavoro piuttosto semplice, non certo intricato o ricolmo di orpelli; il punto di forza di "Closing A Circle" è probabilmente proprio la capacità di ricreare visioni e permettere interpretazioni molto personali, risultato che senza dubbio è figlio dell'essenzialità della proposta. La voce si mantiene per lo più su uno standard quasi sempre pulito e lineare, mentre una nota di merito sento di tributarla al basso, il quale è sempre ben udibile e ben calato nella struttura dei pezzi.

Tirando le somme, ritengo che "Closing A Circle" sia una prova assolutamente valida e, se non originale, sicuramente con dei buoni spunti di personalità. Coloro i quali apprezzano le band sopracitate dovrebbero porgere l'orecchio a questo primo full degli Isolation, ma anche chi non è particolarmente avvezzo a tali sonorità sicuramente potrebbe apprezzare molto l'intensa carica emotiva di cui il disco si fa carico. Dal canto mio: promossi!

Facebook Comments