LEGION OF ANDROMEDA – Iron Scorn

 
Gruppo: Legion Of Andromeda
Titolo: Iron Scorn
Anno: 2015
Provenienza: Giappone
Etichetta: Crucial Blast Records
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TRACKLIST

  1. Transuranic Ejaculation
  2. Cosmo Hammer
  3. Overlord Of Thunder
  4. Scourge Of Pestilence
  5. Sociopathic Infestation
  6. Aim At The Starless Sky
  7. Fist Of Hammurabi
DURATA: 42:55
 

Per una serie di fortunati eventi — grazie Koji, è a te che devo questa recensione — mi ritrovo a parlare via Facebook con R, la metà italiana (ma residente a Tokyo) dei Legion Of Andromeda. Dal primo contatto alla recensione il passo è breve, ed eccomi dunque a stringere tra le mani la versione CD di "Iron Scorn", il debutto ufficiale del duo, edito da Crucial Blast.

Se avete anche solo vagamente presente la tipologia di uscite riconducibili all'etichetta del Maryland, siete a metà dell'opera. Se non la avete, fatevi un giro tra i delirii di Gnaw Their Tongues. Perché proprio la creature di Maurice De Jong, insieme a una buona parte dell'eredità dei Godflesh, è il paradigma di riferimento più vicino a quanto vomitato dalle casse mentre "Iron Scorn" è nello stereo. Un industrial rumoristico, oppressivo e snervante, dove la drum machine ripete lo stesso tappeto di suoni per tutta la durata del disco, alla stessa velocità, con la stessa identica cadenza. Sopra di essa, una chitarra più macchinario di fabbrica che strumento musicale, tanto viene stuprata in profondità dalle manipolazioni e dall'effettistica di M, con riff ossessionanti e cacofonici. Ancora più in alto, le urla straziate e strazianti di R, che bestemmia improperi e disperazione senza ritegno, rigurgitando versi senza posa.

Un immaginario confortevole e rassicurante, insomma, al punto che non mi stupirei affatto se i Legion Of Andromeda ricevessero un invito da Shin'ya Tsukamoto in persona per collaborare alla colonna sonora di uno dei suoi prossimi lungometraggi. Poiché se i riferimenti fatti in apertura sono europei, il duo di Tokyo è comunque in grado di suonare giapponese al 101% (sempre e solo inteso in senso negativo), con il giusto mix di progresso industriale, alienazione e follia; e sicuramente un occhio di riguardo alla scena noise nazionale. Una follia, poi, tutta nipponica, perché un titolo come "Transuranic Ejaculation" riesce a suonare allo stesso tempo perverso eppure di concetto.

Un lavoro per pochi individui, come è giustamente stato definito, ma anche per pochi momenti, perché il rischio di uscire scossi, alterati e innervositi da questa manciata di brani così ossessivi e volutamente monotoni è molto, molto alto. Una mazzata, insomma, da provare, con la consapevolezza di ciò cui si va incontro.

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