North Of South - The Dogma And The Outsider

NORTH OF SOUTH – The Dogma And The Outsider

Gruppo:North Of South
Titolo:The Dogma And The Outsider
Anno:2019
Provenienza:Spagna
Etichetta:WormHoleDeath
Contatti:Sito web  Facebook  Youtube  Spotify
TRACKLIST

  1. Ember Remains
  2. Spanish Momento
  3. We Refused To Hear Them (It’s Our Song)
  4. Thicker Than Progress Water
  5. Against Oblivion
  6. On Unexpected Shores
  7. Hyperballad [cover Björk]
  8. Englishman In New York [cover Sting]
DURATA:32:24

Senza ombra di dubbio serve coraggio per portare avanti un progetto da one man band, coraggio e grande abilità. Ma la mente dietro North Of South, Chechu Nos, possiede entrambi in quantità: ecco perché, dopo un primo disco di debutto nel 2017, è tornato con un nuovo EP fresco di idee ancora più particolari.

The Dogma And The Outsider è a tutti gli effetti un amalgama molto affascinante di progressive metal, spruzzate death, ritornelli pop accattivanti e ritmiche tra la fusion e il latineggiante che ti prende e non ti dà alcun punto di riferimento tra i suoi singoli brani. Che sia la melodica “Ember Remains” con la partecipazione di Kobi Farhi (ovvero come conquistarmi immediatamente), il ritmo di “We Refused To Hear Them (It’s Our Song)” con la carissima Anna Murphy, o la martellante “Against Oblivion” che non riesco più a togliermi dalla testa, ogni brano sembra alimentato da fonti totalmente diverse eppure perfettamente in equilibrio. Perfino le due strumentali, “Spanish Momento” e “On Unexpected Shores”, sono agli antipodi, tra una composizione spagnoleggiante e una rilassante (ma neanche tanto) sequenza di piano.

Dal momento che Chechu Nos ci tiene al suo istrionismo elaborato, l’EP contiene anche due cover: “Hyperballad” di Björk ed “Englishman In New York” di Sting, con Zuberoa Aznárez (quanto adoro i nomi baschi). Se il brano del britannico non mi ha esaltato più di tanto, la rivisitazione del folletto islandese è qualcosa di magnifico, grazie soprattutto alla voce peculiare di Nos, che si trova molto più a suo agio su note alte che su quelle basse.

Certo, la qualità audio non sarà delle migliori, e spesso il suono è un po’ sporco, ma se questo è il livello del lavoro di una sola persona, per quanto mi riguarda supera abbondantemente ogni aspettativa, vincendo curiosità e interesse. Per di più, anche sul fronte meramente estetico la confezione dell’EP trasuda unicità e stile, mantenendo pure una buona fattura dei materiali, cosa non sempre ovvia quando si parla di prodotti minori. Insomma, per una volta che qualcuno si definisce come altro tipo di musica posso accettare tale definizione a cuor leggero, quindi kudos Chechu, ti sei fatto un altro fan con un semplice EP.

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