OFGHOST – Veins

 
Gruppo: Ofghost
Titolo: Veins
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Allt Ar Svart Och Morkt
  2. Perfect Darkness
  3. Veins
  4. Machine Gun
  5. Forbidden Sight
  6. Waiting For You In Crave
  7. How To Control The Chainreaction
  8. War In Me
DURATA: 37:21
 

Il progetto File Of Ghosts del finnico Sami è presente su Aristocrazia tramite le recensioni ai suoi lavori ("The Nest Of Death" e "Grey Metal") e l'intervista al personaggio che vi aiuterà sicuramente a conoscere meglio il musicista in questione. Quella creatura è però morta e risorta; l'evoluzione ha condotto l'artista a mutare il nome in un più elementare Ofghost con il quale ha rilasciato "Veins".

Il cambio non ha interrotto il percorso intrapreso in passato: gli Ofghost continuano a elaborare una forma irruenta e bastarda di death-black metal miscelato all'industrial con l'intento di arricchirlo passo dopo passo di intrusioni atmosferiche e porzioni di melodia che rendono l'incedere meno incessante e pregno unicamente di cattiveria. Le sfaccettature più sinistre sono evidenti a esempio nella seconda traccia "Perfect Darkness".

La brutalità marziale del blastato freddo e gelido generata da una drum-machine programmata perfettamente, ma decisamente poco reale, viene fuori con prepotenza quando si spinge e la traccia che dà il titolo al disco è una di quelle occasioni nelle quali prende piede con corposità come un carro armato travolgente. Dal canto suo la voce è spesso filtrata e malsana, venendo alternata a fugaci apparizioni pulite in cui si spoglia degli effetti, come avviene nella struggente esecuzione in apertura di "All Tar Svart Och Morkt" e in quella evocativa e battagliera di "Forbidden Sight".

È divertente come la violenza insita in "Veins" mi abbia fatto pensare ai Morbid Angel di "Domination" che si fondono con parti di Asphyx e Bolt Thrower annerite e alle quali è stata impiantata un'anima industrial, in pratica un casino (nel senso buono) che ti smonta il cervello. La marcia è dirompente, il Finnico è diretto, se ne fotte letteralmente, suonando ciò che gli piace, come gli piace. Ogni canzone possiede più di un motivo per il quale varrebbe la pena di essere ascoltata, in primis per la grinta e la determinazione riversate.

Un pezzo come "Waiting For You In Crave" ti spiazza, un po' in stile ultimi Satyricon, sparandosi un inserto electro inaspettato e atmosfere dark. E "How To Control The Chainreaction" che si tinge pure di folk? Con Sami a quanto pare tutto è possibile e niente va escluso a priori: l'ultima mattonata, "War In Me", condita da porzioni atmosferiche, qualche fugace nota di piano e un operato di sintetizzatori intenso porta a conclusione questa divertente giostra intitolata "Veins".

Abbiamo a che fare insomma con un delirio in piena regola che gli Ofghost non hanno intenzione di mollare. Certamente la produzione è sporca e non avrebbe potuto essere altrimenti, la drum-machine così spietata è croce e delizia allo stesso tempo, vi è però la certezza che l'intenzione del finlandese fosse ancora una volta di realizzare un album che avesse la stessa attitudine espressa in passato, pur mettendo in evidenza l'ulteriore passo in avanti fatto sia nel modo di comporre che di suonare.

Ricordando il motto di Sami che inserii nella prima recensione per motivare le sue azioni, vi consiglio vivamente di far impattare il vostro udito con "Veins", se siete amanti della musica estrema questo disco sarà certamente pane per i vostri denti:

«I still do as a solo artist. I know my weaknesses as a music maker and my studio system and instruments sucks, but I try to create music with soul and energy with those resources I have. I don't want to run all the time after the lastest music toys and systems. This is my style to rock and enjoy music making. And I am very proud of it!».

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