THE HAUNTING GREEN – Natural Extinctions

Gruppo:The Haunting Green
Titolo:Natural Extinctions
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Lazarus Taxon
  2. Natural Extinction
  3. The Void Above
  4. Litha
  5. Where Nothing Grows
  6. Rites Of Passage
  7. Luminous Lifeforms
DURATA:49:42

Tra le varie belle cose sentite in questi primi mesi dell’anno, il 2019 ci consegna il debutto dei The Haunting Green, progetto di base nel profondo nord-est italiano i cui primi vagiti, risalenti a cinque anni fa, avranno attirato l’attenzione degli amanti di ambient, doom e affini. Ci troviamo di fronte a un gruppo che è un po’ l’incarnazione del detto less is more: si tratta, infatti, di un duo le cui sonorità ruotano intorno alla chitarra di Cristiano e alla batteria di Chantal, trovando comunque espressioni variegate grazie a una forte dose di sperimentazione e anche a collaborazioni occasionali, che arricchiscono una proposta già di per sé interessante.

Natural Extinctions è, appunto, il loro primo lavoro sulla lunga distanza. Abbiamo già avuto modo di accennarvene parlando della recente raccolta di Hypnotic Dirge, in cui la traccia omonima ci ha offerto uno spaccato esaustivo delle atmosfere del disco, ben rappresentate dalla bella copertina di Jessica Rassi di The Giant’s Lab. L’album si muove agevolmente su territori noti, tracciando tuttavia una serie di chiaroscuri per lo più slegati da strutture predefinite, in cui momenti intensi e altri caratterizzati da una delicata malinconia si alternano in un flusso continuo, dove i confini tra i singoli episodi risultano effimeri.

L’approccio della chitarra è sempre votato alla melodia, senza mai scadere in partiture eccessivamente cadenzate o dissonanti, spesso abusate in questo genere; le fondamenta sono costituite da parti di batteria cangianti e mai banali, affiancate qua e là da percussioni primitive come nell’introduttiva “Lazarus Taxon” (termine scientifico per indicare una specie ritenuta erroneamente estinta per una serie di motivi) e nell’atmosferica “Litha”. Altro elemento che spicca, pur limitandosi a una manciata di secondi, è il pianoforte di Fabio Cuomo, che pone un raffinato sigillo a “Where Nothing Grows”, brano tra i più validi e rappresentativi del lotto insieme al già citato “Natural Extinctions”. Moltissimo spazio è lasciato al comparto strumentale, mentre la voce — sempre opera di Cristiano — si limita a poche e nette apparizioni, tracciando il filo rosso che tiene insieme l’album a livello tematico, ovvero l’estinzione degli aspetti più intimi ed emotivi dell’uomo: un progressivo inaridimento dell’animo, frutto (anche) degli ostacoli affrontati lungo la sua esistenza che portano inevitabilmente allo sviluppo di uno strato coriaceo e di una progressiva apatia nei confronti degli altri e del mondo circostante.

Natural Extinctions è un lavoro che fa della coesione il principale punto di forza, favorito probabilmente dalla natura intrinseca del progetto: avere soltanto due menti che viaggiano sugli stessi binari e sembrano lavorare in simbiosi è sicuramente un vantaggio. Con queste premesse — già avvertite nell’EP precedente — non possiamo che aspettarci nuovi, ottimi capitoli dal percorso creativo dei The Haunting Green.

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