VINTERRIKET – Zwischen Den Jahren / Entlegen

 
Gruppo: Vinterriket
Titolo:  Zwischen Den Jahren / Entlegen
Anno: 2010 / 2013
Provenienza: Svizzera [in precedenza Germania]
Etichetta: Sturmklang / Heimatfolk
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST "ZWISCHEN DEN JAHREN"

  1. Quatembersturm
  2. Modranecht
  3. Winterepiphanie
DURATA: 21:19
 
TRACKLIST "ENTLEGEN"

  1. Tal Der Trauer
  2. Seelenleere
  3. Entlegen
  4. Sturmesnacht / Naturflimmern
  5. Am Nebelweiher
  6. Schattenschwärze
  7. Nebel Der Verzweiflung
  8. Blick In Die Dämmerung / Trauerkleid Des Abends
DURATA: 62:00

Quello di Christoph Ziegler è un nome che gli appassionati di dark ambient e certo black metal non possono non conoscere. Da oltre quindici anni, a nome Vinterriket, compone senza soluzione di continuità e rilascia un quantitativo impressionante di materiale: ep, raccolte, album completi; riuscire a star dietro al musicista tedesco è un'impresa pressoché impossibile, specialmente se si prendono in considerazione anche i suoi svariati progetti secondari. Nell'ultimo paio d'anni ha abbassato leggermente il ritmo: solo un dvd e due dischi dal 2011 a oggi, metà 2013. "Zwischen Den Jahren" ed "Entlegen" sono rispettivamente l'ultimo ep prima di questo rallentamento (novembre 2010) e l'ultimo lavoro completo fresco di stampa.

"Zwischen Den Jahren" («A cavallo tra gli anni», riferimento ai giorni che separano il Natale dal primo giorno dell'anno nuovo), al momento, è anche l'ultimo parto black metal a nome Vinterriket: nell'ultimo triennio gli sforzi di Ziegler sono stati orientati pressoché esclusivamente sul dark ambient e, proprio in tempi recentissimi con "Entlegen", su soluzioni neofolk prevalentemente acustiche. Inquadrati i due lavori, cosa peraltro mai scontata visto il piglio notoriamente poliedrico dell'artista in questione, veniamo al succo: la formula vinterriketiana, nonostante gli anni, rimane invariata. A partire dalla confezione: come sempre i lavori sono presentati in edizioni limitate e numerate (mille copie per "Zwischen Den Jahren", cinquecento per "Entlegen"), dal packaging molto curato; se "Entlegen" è un sobrio digipak, il cd di "Zwischen Den Jahren" si presenta addirittura impacchettato in una custodia cartonata della dimensione di un 7'', con tre cartoline in scala di grigi, una per il testo di ciascun brano, raffiguranti paesaggi alpini innevati, marchio di fabbrica del Nostro.

La musica, a sua volta, per quanto profondamente diversa tra i due prodotti, porta la firma di Ziegler in ogni nota. "Zwischen Den Jahren" è, a mia memoria, il momento più rabbioso e lo-fi e dell'interminabile discografia di Vinterriket: nonostante i tipici momenti atmosferici e i tempi dilatati, in questi tre brani viene sfogata una furia atavica, un senso di inquietudine che perfettamente si integra con l'immaginario nebbioso, oscuro e innevato del progetto. Nelle prime due tracce, inoltre, l'utilizzo delle tipiche tastiere che da sempre permeano la musica del Tedesco è estremamente ridotto rispetto al solito. È solo con "Winterepiphanie", il brano più lento del lotto, che si torna su lidi meno furiosi e più contemplativi. Questo è anche il momento più emotivamente coinvolgente: la sensazione di trovarsi bloccati in un passo di alta montagna sotto la tormenta non vi abbandonerà per tutto l'ascolto di questa ulteriore pennellata del musicista sulla tela dell'Inverno.

"Entlegen" («Remoto»), d'altro canto, è probabilmente il disco più strutturato ed elaborato che abbia mai sentito da parte della one man band, lontano anni luce dall'omogeneità di altri lavori come il precedente "Garðarshólmur". Il viaggio si apre con "Tal Der Trauer", una tipica intro di sintetizzatori e tastiere molto cupa, come un cielo carico di neve, ma già dalla successiva "Seelenleere" i toni virano verso un neofolk acustico grazie alla presenza di un cantato pulito e cristallino, con le tastiere poco più che sommesso sottofondo per la gran parte dei suoi nove minuti. Solo con "Sturmesnacht / Naturflimmern" si torna a lambire le coste del dark ambient che ha reso celebri le opere di Ziegler, dove i sussurri del vento condividono il palco con i sussurri del musicista. Tutto il lavoro si alterna lungo questi binari: un po' neofolk, un po' dark ambient; un po' dark ambient, un po' neofolk.

Va da sé che per tutta l'ora abbondante in cui "Entlegen" ci accompagna non c'è assolutamente nulla di nuovo, niente che Vinterriket non abbia già detto, ridetto e ripetuto: se non apprezzate quanto seminato lungo questi tre lustri di carriera dal polistrumentista, non c'è verso che possiate cambiare la vostra opinione. Eppure, come sempre accade quando ci si confronta con il suo operato, sia esso l'ennesimo lavoro black metal, l'ennesimo lavoro acustico o l'ennesimo lavoro ambientale, non si può che prendere atto della bravura e della maestria di una realtà consolidata all'interno del proprio genere di appartenenza, della inossidabilità di un estro artistico che ha reso il progetto del musicista trasferitosi sulle Alpi svizzere un caposaldo per tutti coloro che si cimentano in generi a lui correlati. Perché Cristoph Ziegler, in arte Vinterriket, ha trovato la formula per mettere in musica la ferocia, la desolazione, la solitudine, la potenza e l'oscurità della Montagna.

Facebook Comments