ABSENTIA LUNAE – Vorwarts | Aristocrazia Webzine

ABSENTIA LUNAE – Vorwarts

 
Gruppo: Absentia Lunae
Titolo: Vorwarts
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: ATMF
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TRACKLIST

  1. Dissolution Mechanism
  2. Furor Of The Monuments
  3. Rapace Planare
  4. Manipulated Statues Of Flesh
  5. Vorwarts
  6. Tragedy Told By Golden Horns
  7. L'Arrivée
DURATA: 44:58
 

Onestamente, la Black Metal Invitta Armata mi manca; per chi scrive probabilmente il punto più alto del black metal italiano tutto a prescindere dalle ideologie. Spite Extreme Wing, Janvs, Tronus Abyss e compagnia, nonostante gli evidenti limiti del "collettivo" che tale non è mai stato, hanno lasciato un grande vuoto nella scena. Scoprire che la nostra ATMF in meno di un mese ha dato alle stampe sia l'interessantissimo debutto dei Nova che il nuovo lavoro degli Absentia Lunae (progetto dietro cui si cela la stessa mente dell'etichetta, Diego "Ildanach" Matejka) mi ha dunque fatto molto piacere.

I passi avanti compiuti dalla formazione sotto alcuni aspetti sono ben evidenti: la produzione del disco, tanto per cominciare, è di tutt'altro livello rispetto a quanto sentito sui lavori precedenti, probabilmente in ragione dello spostamento di baricentro nel sound dei Nostri. Questo è infatti il secondo e decisamente principale aspetto sotto cui la maturità dei triestini si palesa: in passato fortemente debitori della scuola scandinava novantiana, gli Absentia Lunae hanno sempre fatto della furia il proprio biglietto da visita, mentre "Vorwarts" abbandona questo approccio a favore di una rabbia più controllata, imbrigliata, ragionata. Ecco quindi come si spiega una durata dei pezzi mediamente più lunga rispetto ai quattro o cinque minuti cui eravamo abituati, tanto che laddove brani come "Nel Gelido Sentore Di Un Eterno Addio" ("Historia Nobis Assentietvr", 2006) erano l'eccezione, oggi sono quasi la regola; lunghi passaggi in down-tempo prendono il posto degli interminabili blast beat, vere e proprie declamazioni e oratorie soppiantano l'abituale screaming e in generale i suoni si fanno più caldi e pieni, sostituendosi al gelo di matrice scandinava dei due lavori precedenti.

Per chi conosce la formazione non si tratta certo di un cambiamento sconvolgente, quanto piuttosto del completamento di un percorso, del raggiungimento di una tappa importante nel viaggio del quartetto del nordest. Proprio queste sottili eppure enormi divergenze rispetto al passato mettono in luce anche i limiti di "Vorwarts", principalmente il non sempre riuscito amalgama tra il sound black metal e le declamazioni oratorie: capitano momenti in cui gli strumenti sono messi in secondo piano a favore della voce, dove è evidente che la preoccupazione principale sia stata trovare le espressioni vocali e testuali adatte al messaggio che si voleva veicolare. Questo porta a passaggi in cui la musica non coinvolge quanto dovrebbe, risultando eccessivamente piatta e dilungata ("Tragedy Told By Golden Horns") o addirittura poco più che inesistente ("L'Arrivée", cinque minuti di outro contenente parole e qualche effetto dark ambient prima e militare dopo). Viceversa, dove Ildanach e compagni trovano la giusta sintesi ("Furor Of The Monuments", "Rapace Planare", "Vorwarts"), ecco che l'album assume tutt'altro spessore e grande capacità comunicativa, oltre che connotati fortemente ibridi (il riffing del brano che dà il titolo al disco riporta in alcuni punti insospettabili affinità con un post-metal-sludge di matrice Gojira).

Menzione a parte poi per il libretto, quanto di più programmaticamente nostalgico mi sia capitato di stringere tra le mani negli ultimi anni: il solo contenuto di questo sarebbe sufficiente per infiammare un dibattito sociologico, ma anche e soprattutto politico di quanto gli Italiani siano stufi della insostenibile situazione italiana. Giusto o sbagliato che sia non sta a me dirlo, ma il malcontento serpeggiante si fa strada anche e soprattutto attraverso l'arte ed è bene tenere a mente che in questo modo non si può andare avanti. Gli Absentia Lunae fanno di tutto per ricordarcelo, sta a noi avere orecchie per intendere.

"Vorwarts" è un album di luci e ombre, come inevitabile che sia per una formazione in divenire, ancora non del tutto a proprio agio con una forma di espressione più rallentata, ma non più confinata entro i limiti della sola e spregiudicata rabbia; il che non significa che abbia perso la voglia di combattere.