A DREAM OF POE – An Infinity Emerged

Gruppo:A Dream Of Poe
Titolo:An Infinity Emerged
Anno:2015
Provenienza:Portogallo
Etichetta:Solitude Productions
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Egregore
  2. Lethargus
  3. The Isle Of Cinder
  4. Lighthouses For The Dead (The Isle Of Cinder II)
  5. Macula
DURATA:54:54

Abbiamo conosciuto Miguel Santos attraverso le recensioni di lavori come Lady Of Shalott e The Mirror Of Deliverance, che mostravano come il gothic-doom metal degli A Dream Of Poe fosse ammaliante, dolciastro e per alcuni versi si allontanasse volutamente da quella ricerca di profondità e doloroso spessore cara a molte realtà del genere, preferendo un approccio dai tratti più languidi e malinconicamente rasserenante.

Il 2015 ha visto nuovamente protagonista il portoghese con l’uscita del secondo album An Infinity Emerged, nel quale lo ritroviamo in compagnia di Paulo Pacheco (autore dei testi), con il britannico Kevin Saraei a ricoprire il ruolo di cantante, Nelson Félix come chitarrista solista, Joe Turner al basso e infine il signor Kostas Panagiotou (Pantheist, Clouds, Kostas Panagiotou ed ex Wijlen Wij e Aphonic Threnody) preposto a espanderne le atmosfere con il suo personale tocco tastieristico.

Potrei inutilmente perdere tempo nell’elencarvi a quale band gli A Dream Of Poe continuino ad assomigliare, tanto che i rimandi ad altre e ben più note creature sono tuttora evidenti e probabilmente il limite primo e non valicato che penalizza in parte la riuscita dei dischi di Santos. Ciò è davvero un peccato, dato che poter cibare l’udito con canzoni raffinate dalla tragica bellezza è di confortevole e lodevole compagnia, come avviene nelle più ispirate — dal punto di vista dell’approccio melodico e ambientale — “Egregore” e “Macula”.

D’altro canto alcuni elementi fanno perdere qualche punto a un buon album quale An Infinity Emerged, in grado di avvolgere e accarezzare l’animo. Mi riferisco ai momenti di stasi eccessiva nella ipnotica ma non del tutto convincente “Lethargus” e alla prestazione di Kevin Saraei. In un paio di frangenti il Nostro è esageratamente delicato, alle volte un po’ Matthew Bellamy altre James “Maynard” Keenan, tuttavia la presenza di un growl ad accompagnare o a porsi da contraltare al pulito in certe occasioni non avrebbe guastato, rendendo il comparto più dinamico.

I motivi per cimentarsi nell’ascolto degli A Dream Of Poe non mancano, soprattutto se siete alla ricerca di musica trainata dall’emotività, di cui An Infinity Emerged è impregnato; in tal caso rimarrete soddisfatti dell’operato svolto da Miguel Santos e soci. Chi ha seguito invece la band già in passato andrà praticamente sul sicuro e potrebbe pure acquistare direttamente il disco.

Facebook Comments