Dusk In Silence - Beneath The Great Sky Of Solitude

DUSK IN SILENCE – Beneath The Great Sky Of Solitude

Gruppo:Dusk In Silence
Titolo:Beneath The Great Sky Of Solitude
Anno:2021
Provenienza:Indonesia
Etichetta:Flowing Downward
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TRACKLIST

  1. Dusk In Silence
  2. The Goddess Of Eclipse
  3. An Ode To Eternity
  4. Wandering The Mortal Realm
  5. Towards The Infinite Horizon
  6. Dekap
DURATA:34:12

Dusk In Silence è il più recente progetto di H., all’anagrafe Bangoen qualcosa (purtroppo né Metal Archives né Facebook riportano il suo cognome), polistrumentista indonesiano attivo da più di un decennio nell’underground locale con band come Inverted, Corpsified, As Bright As The Stars e Faak. La sua nuova creatura ha rilasciato il primo singolo nel marzo 2019, dopodiché silenzio per due anni buoni, ed ecco che esce Beneath The Great Sky Of Solitude sotto l’egida di Flowing Downward.

In questo nuovo progetto, come con Corpsified e specialmente As Bright As The Stars, H. fa tutto da solo. Pur inserendosi in uno spaccato musicale tutt’altro che sconosciuto o poco popolato, Dusk In Silence riesce a debuttare con una discreta dose di personalità. Le coordinate sono quelle dell’atmospheric-post-black metal nella vena di Harakiri For The Sky, Deafheaven, Anomalie, Heretoir e primi Numenorean, ma anche dei primi Sojourner, spogliati del loro folto manto di tastiere ed epicità. Come anticipato, però, c’è della personalità nei sei brani che compongono la scaletta di Beneath The Great Sky Of Solitude, a partire dall’apripista “Dusk In Silence” fino alla conclusiva “Dekap”, unico pezzo ad avere un testo e un titolo in indonesiano.

Detto francamente, e che non resti tra noi, non è che Beneath The Great Sky Of Solitude riservi particolari sorprese all’ascolto: le idee inanellate da H. seguono con una certa fedeltà gli stilemi del genere. Eppure il debutto di Dusk In Silence è una prova decisamente riuscita, facilmente apprezzabile e senza dubbio migliore di tanti altri dischi-fotocopia sul mercato. Sarà la presenza di una batteria reale che già offre un certo margine di vantaggio sulla media, sarà il mix bilanciato a opera di Febri (Orvius Soundlab), saranno i colori bruni del tramonto di campagna sulla sua copertina, ma sotto la volta celeste della solitudine prende molto male — e quindi decisamente bene. I ritmi sono serrati e le atmosfere sempre coerenti da cima a fondo, la tensione non si allenta mai e l’arrivo alla penultima “Towards The Infinite Horizon” con una tale carica rende la chiusura di “Dekap”, con quel tenerissimo «dusk passes away in a heartbeat», oltremodo distensiva.

Insomma, arrivati a questo punto direi che ci siamo capiti. Beneath The Great Sky Of Solitude è un album per appassionati di un certo tipo di black, roba moderna e assolutamente lontana dagli oltranzismi di matrice scandinava. Inoltre la durata contenuta dei sei brani in scaletta, rispetto a quella dei corrispettivi in un album degli HFTS o chi per essi, rende la prova ancora più digeribile anche a chi certe cose difficilmente riesce a farsele andar giù per il minutaggio eccessivo. Complimenti a H. per il debutto di Dusk In Silence, un disco di ottima compagnia per viaggi solitari in luoghi ameni: al tramonto, in silenzio.

Nota: la traduzione in inglese riportata per l’ultima frase di “Dekap” è originale, e il mio indonesiano è leggermente arrugginito (per non dire inesistente), quindi mi scuso preventivamente in caso di interpretazioni errate.

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